Una proposta di legge per la minoranza linguistica romanì

04/02/2016 di Redazione
Una proposta di legge per la minoranza linguistica romanì

Giovedì 11 Febbraio 2016 alle 14:30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati a Roma sarà presentata la proposta di legge per la tutela della minoranza linguistica romanì. Una proposta di legge, elaborata anche grazie al contributo di autorevoli esponenti del mondo accademico, quali il professore Giovanni Agresti, il professore Federico Roggero e la professoressa Valeria Piergigli, nonché di associazioni impegnate nella tutela delle minoranze linguistico-culturali come l'Associazione (Lingue d'europa e del mediterraneo) (LEM)-Italia e la Fondazione Romanì Italia, che chiede il riconoscimento formale, da parte dello Stato italiano, della lingua romani in quanto minoranza linguistica storica della Repubblica e, di conseguenza, parte del suo patrimonio culturale.
Pur se limitato alla sfera culturale, secondo i promotori della legge, il riconoscimento del romanès risulta infatti opportuno e urgente per tre ragioni principali: da un punto di vista giuridico e politico, esso non farebbe che attuare, pur con grande e grave ritardo, uno dei princìpi fondamentali della Carta costituzionale, ossia l'articolo 6, ove si legge che "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche".  L'articolo ha dato origine alla legge 15 dicembre 1999, n. 482, entrata in vigore nel 2000, la quale esclude tuttavia alcune comunità linguistiche minoritarie, tra cui la minoranza romanì, in ragione del supposto carattere nomade e non territoriale di tale gruppo etnico. Ma i dati a disposizione dimostrano che il nomadismo sia in realtà minoritario rispetto alla grande maggioranza della popolazione residente in modo stanziale in Italia. Un segnale importante anche alla luce dell'articolo 6 della Costituzione ispirato al principio generale del pluralismo quale riparazione storica nei confronti delle minoranze oppresse durante il regime fascista e nazifascista. Proprio per questa ragione, la minoranza romanì - il cui genocidio durante la Seconda guerra mondiale (Porrajmos) è stato riconosciuto dal Governo tedesco solo nel 1980, ed attende ancora di essere pienamente riconosciuto dallo Stato italiano. La seconda ragione è quella di attuare  la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie (1992), la Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali (1995), adottati dal Consiglio . Infine, dal punto di vista sociale, il riconoscimento della lingua-cultura romanì interverrebbe positivamente in un momento storico caratterizzato da quanto mai significative fratture sociali e da una preoccupante assenza di dialogo, elementi che lo Stato ha il dovere improcrastinabile di affrontare e di ricomporre.

Alla conferenza stampa interverranno:
On. Gianni Melilla, deputato dell'Ufficio per la Presidenza della Camera dei Deputati
On. Arturo Scotto, presidente del gruppo SEL e SI - Camera dei Deputati
Prof. Luciano D'Amico, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Teramo
Prof. Giovanni Agresti, Associazione LEM - Italia
Dott. Pierfranco Bruni, Responsabile progetto "Etnie" del Mibact - Ministero dei beni artistici, culturali e del turismo
Prof. Vincenzo Pepe, Presidente nazionale Fare Ambiente
Vesna Vuletic, Associazione idea rom onlus
Enzo Abruzzese, Associazione Lav romanò
Dott. Bruno Morelli, artista rom
Dott. Nazareno Guarnieri, Fondazione romanì Italia

Leggi la proposta di legge