Varco di frontiera Brennero: l’Austria minaccia di sospendere Schengen

25/02/2016 di Redazione
Varco di frontiera Brennero: l’Austria minaccia di sospendere Schengen

Nonostante lo scontro con l'Europa, l'Austria avvia la stretta sui profughi. Già a metà febbraio, dopo la pubblicazione dei dati del 2015 che registravano un afflusso in entrate di circa 90 mila richiedenti asilo, il cancelliere Faymann aveva annunciato,  durante il suo incontro a Roma con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, la stretta sul numero dei migranti da ridurre ad un valore massimo di 37 mila. Preoccupante inoltre la dichiarata intenzione di erigere una barriera seguita da una corsia dedicata alla registrazione dei migranti in arrivo dall'Italia attraverso il valico di frontiera del Brennero. La barriera avrebbe lo scopo di scongiurare la possibilità di una fuga eventuale dei migranti lungo l'autostrada o sui treni e la sua costruzione è prevista nei prossimi due mesi. Attualmente, a presidiare i  confini meridionali, l'Austria ha posto i soldati della milizia, tra volontari e professionisti si contano circa 992 di cui 206 sono i volontari nazionalisti che giungono da Salisburgo, Vienna, Bassa Austria, Alta Austria, Stiria ecc.  Vent'anni dopo l'entrata in vigore di Schengen torna quindi un muro a separare i due paesi confinanti. Tornano i check point e i punti caldi dove i gendarmi austriaci saranno incaricati di controllare i documenti di chi passa, eseguendo le ispezioni e le operazioni di smistamento degli stranieri. Quest'atto non può che leggersi come un autentica sconfitta dell'Europa, un'ennesimo passo indietro per gli accordi della libera circolazione che mette in seria difficoltà, dal punto di vista diplomatico e politico, un Alto Adige in cui più della metà dei cittadini italiani sono di madrelingua tedesca. Il 20 febbraio si è tenuta la manifestazione "Un Brennero che Unisce", partecipata da circa trecento persone al Passo del Brennero, a pochi metri dagli antichi cippi confinari, che tenendosi per mano hanno formato una catena umana legando idealmente il territorio austriaco a quello italiano: autorità trentine e altoatesine hanno voluto riaffermare "un no deciso ai muri, che sono il sintomo dell'assenza di una politica europea, e che rappresentano la morte di un'idea e di una straordinaria occasione". Per il Governo Italiano "il Brennero è una questione prioritaria" ha commentato Angelino Alfano il 22 febbraio durante l'incontro sulla questione dei migranti alla frontiera del Brennero con i tre presidenti dell'Euregio, Ugo Rossi per il Trentino, Arno Kompatscher per l'Alto Adige e Günther Platter per il Tirolo: " I nostri territori hanno adottato una delibera di comune accordo. Chiediamo un immediato ripristino dei principi di Schengen: confini aperti all'interno e ben sorvegliati all'esterno. Il nostro auspicio è che il vertice europeo previsto per i primi di marzo porti concreti passi in avanti".