Waste Watcher: l’indagine dell’ Osservatorio sullo spreco alimentare

11/02/2016 di Redazione
Waste Watcher: l’indagine dell’ Osservatorio sullo spreco alimentare

Ci siamo già occupati nelle news letter precedenti dei numerosi casi di spreco alimentare e delle buone pratiche messe in campo in tanti Comuni d'Italia per invertire la rotta: dalla Family Bag per portare a casa gli avanzi del ristorante alle azioni solidali dei forni nel mettere a disposizione dei passanti la rimanenza del pane giornaliero. Waste Watcher,  l'Osservatorio permanente sugli sprechi alimentari delle famiglie italiane, ha condotto un indagine su un campione di 1500 famiglie sul tema dello spreco alimentare in collaborazione con l'istituto Italiano Imballaggio presentata nel corso dell'evento "Alimentare la salute" promosso da Enpam, l'ente previdenziale dei medici, a Roma. Nel corso dell'indagine sulle dinamiche sociali, comportamenti e stili di vita che determinano lo spreco delle famiglie si è evidenziata la tendenza negli ultimi anni della popolazione di evitare lo "spesone" settimanale. La spesa si rinnova ogni 2/3 giorni per circa il 69% dei cittadini rispetto a quella settimanale che registra una percentuale del 27%. E' la grande distribuzione a farla da  padrone ma si predilige la confezione piccola ( il 69% ) rispetto a quelle maxi che rimangono aperte nel frigo. Nel 2015, in particolare, il livello di preoccupazione per la situazione ambientale è risultato in aumento, un segnale di maggiore attenzione a quanto accade attorno a noi dal punto di vista dell'inquinamento, dello sfruttamento del territorio, dell'insalubrità del cibo. I consumatori hanno messo in atto piani effettivi per ridurre ed eliminare lo spreco: una famiglia può ridurre la sua spazzatura pianificando i pasti e dando un'occhiata a ciò che contiene il proprio frigorifero prima di dirigersi al supermercato. Comprando solo ciò che realisticamente riuscirà a mangiare evitando così  l'eccesso di acquisto e la cattiva conservazione , riutilizzando gli avanzi e congelando il cibo in eccesso prima che vada a male. Molti i negozi che danno la possibilità di acquistare prodotti sfusi (latte, detersivo, cereali) con i quali si risparmiano migliaia di buste e pacchetti che non servono ad altro che a contenere il prodotto desiderato. Si osserva che circa il 56% degli italiani si dichiara disposto "a pagare di più per imballaggi che aumentino la probabilità di utilizzo del prodotto" .  La maggioranza dei campioni di famiglie intervistate ritiene inoltre che l'educazione scolastica al rispetto dell'ambiente e al cibo sia fondamentale per le delle nuove generazioni coscienti e capaci di combattere lo spreco e gli atteggiamenti dannosi per l'ambiente e per se stessi.