“Il bando va ritirato”, l'appello della coop. Ermes per il superamento dei campi per i rom

24/03/2016 di Redazione
“Il bando va ritirato”, l'appello della coop. Ermes per il superamento dei campi per i rom

Ha fatto molto discutere il nuovo bando pubblicato dall'amministrazione capitolina e voluto dal commissario straordinario Tronca che allunga l'esistenza dei campi attrezzati per altri due anni. La gara è finalizzata "all'affidamento del servizio gestionale sociale, formazione lavoro, interventi di piccola manutenzione e del servizio di vigilanza dei villaggi della Capitale". Sei lotti per altrettanti "villaggi attrezzati" (Castel Romano, Lombroso, Salone, Candoni, La Barbuta, Gordiani) e un totale di 5 milioni di euro per 21 mesi di gestione, dal 1 aprile 2016 al 31 dicembre 2017, da affidare a società e o cooperative che siano in possesso dei requisiti richiesti. Il bando è stato oggetto di forti critiche da parte di alcune organizzazioni di operatori sociali che hanno messo in discussioni gli stessi principi che hanno guidato il lavoro di Tronca. La Coop. Ermes e Arci solidarietà hanno segnalato, nei loro comunicati, che "il lavoro sociale non può essere ridotto a custodia e vigilanza" e che "i campi rom vanno superati". Con queste parole hanno spiegato l'istanza di annullamento della "procedura aperta per l'affidamento del Servizio di gestione sociale, formazione lavoro, di interventi di piccola manutenzione e del servizio di vigilanza dei villaggi di Roma Capitale", presentata da ERMES Cooperativa Sociale O.n.l.u.s. e Arci Solidarietà. Il Comuna ha deciso di prorogare di dieci giorni la scadenza per la presentazione delle offerte in attesa del parere dell'Avvocatura capitolina. "È senz'altro un primo risultato che, ci auguriamo, preluda all'annullamento di un Bando apertamente in contraddizione con la Strategia Nazionale per l'inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti e che ripropone un approccio securitario che ci riporta al fallimentare Piano Nomadi della Giunta Alemanno". Analoga soddisfazione arriva dall'assemblea dei lavoratori di Arci Solidarietà Onlus, che ritiene la proroga "un primo risultato che ci auguriamo porti all'annullamento del bando". Se l'impianto del bando di gara non venisse sostanzialmente trasformato, entrambe le onlus non prenderanno parte alla gara, per "ribadire la necessità di salvaguardare la dignità del lavoro sociale che non può essere ridotto a vigilanza e custodia". E questa dignità non passa solo attraverso il rifiuto di pratiche di vigilanza, ma anche con la promozioni di politiche sociale che favoriscano "l'inclusione e l'integrazione della comunità rom e non sperperate nella guardiania dei campi. Va infatti rilevato che il servizio di vigilanza istituito da Alemanno e interrotto nel Luglio del 2014 non ha minimamente inciso sulle condizioni di sicurezza degli insediamenti, il cui progressivo deterioramento è invece direttamente proporzionale al disinvestimento sulle politiche d'inclusione sociale al quale stiamo assistendo".