Elezioni in Germania: Merkel che perde voti sul tema immigrazione a beneficio di un partito anti-islam

17/03/2016 di Redazione
Elezioni in Germania: Merkel che perde voti sul tema immigrazione a beneficio di un partito anti-islam

Elezioni regionali in tre länder della Germania lo scorso fine settimana. Il voto, come in Francia nello scorso dicembre, ha assunto un valore referendario sulle politiche del governo dei democristiani e dei socialdemocratici guidati da Angela Merkel. La popolazione non ha espresso molta soddisfazione per le scelte della Cdu e del suo collega di governo, l'Spd. La Große Koalition che vede i due partiti di centrodestra e centrosinistra uniti in un governo d'unità nazionale, ha scontato le aperture e i tentennamenti sulla questione immigrazione. La Cdu si mantiene in testa in due regioni su tre, pur scontando una notevole perdita di voti. Malissimo invece per l'Spd, che si conferma secondo partito in una sola regione. Se i partiti storici di centro perdono consenso, lo acquista invece Alternative für Deutschland, il partito anti-euro e anti-islam che con il 24,2% si qualifica seconda forza politica in Sassonia-Anhalt e terzo partito con consensi al 12,6% in Renania-Palatinato e del 15,1% nel Baden- Württemberg. I Verdi, col 30%, si aggiudicano il ruolo di primo partito in Baden- Württemberg. Fortemente in difficoltà le formazioni di sinistra, con la Die Linke che non arriva al 3% in due regioni su tre, e ottiene il 16,3% in Sassonia, là dove la Spd si trova in enorme difficoltà, con solo il 10,3% dei voti.
Afd ha attratto i delusi dalla politica della Cdu in materia d'immigrazione. Per buona parte dell'elettorato democristiano, infatti, il tema della sicurezza è più pregnante di quello dell'accoglienza e il partito ha pagato la mancanza di fermezza a seguito degli attentati di Parigi e delle polemiche sorte all'indomani delle aggressioni di Capodanno a Colonia e in altre città tedesche. È stato vano il tentativo di Angela Merkel di uscire dal congresso di Karlsruhe con l'annuncio di una politica più severa nei confronti dei migranti.
Se da un lato la Cdu ha pagato la poca attenzione ai temi cari al suo elettorato e presta il fianco - in questo modo - al rafforzamento di posizioni xenofobe, il passo indeciso di tutta la coalizione (prima appelli per l'accoglienza, poi i 3 miliardi dati alla Turchia che diventa partner privilegiato, ora col ricatto imposto alla Grecia e le migliaia di persone bloccate al confine con la Macedonia) non ha convinto nemmeno coloro che credono che una politica d'accoglienza sia doverosa.
Afd conquista terreno proprio sulle debolezze delle politiche governative, la questione migranti e quella della recessione economica: molto successo ha avuto infatti fra i disoccupati e i giovani adulti, delusi dalla contrazione dei salari e l'aumento della disoccupazione in Germania in zone storicamente molto produttive a livello industriale (anche se il dato sulla disoccupazione resta lontano dai livelli del sud Europa).
Per la prima volta dal 1949 Cdu e Spd non sono in grado di formare delle maggioranze utili a governare. Dalla nascita della Repubblica Federla Tedesca, infatti, Cdu e Spd si sono alternate mantenendo inalterato il loro primato su tutte le altre forze politiche. Una perdita di voti è iniziata negli anni Novanta, a seguito della riunificazione con la Germania dell'est, ma senza che l'equilibrio del bipolarismo tedesco ne fosse sconvolto, se non per l'aumento dell'astensionismo.
La destra radicale, ha ottenuto talvolta dei buoni risultati, soprattutto a est, ma l'idea che una formazione politica potesse mettere in crisi, da destra, i cristianodemocratici è stata fino a ieri tabù in Germania.
Così come in altri paesi d'Europa, il risultato di queste elezioni dimostra come la Germania non sia immune all'ascesa dei partiti con tendenze xenofobe. In Germania c'è stata una crescita dei movimenti xenofobi che hanno raccolto consensi in diverse aree del Paese, nonostante la resistenza di molte formazioni politiche e diverse manifestazioni di solidarietà verso i migranti. Fra questo movimenti come il movimento Pegida (acronimo per "Europei patriottici contro l'islamizzazione dell'Occidente"). Ed è proprio a Pegida, uno dei nascenti movimenti populisti saldamente anti-immigrazione, che si allinea Alternative für Deutschland, l'organizzazione nazionalista ed euroscettica fondata dall'economista e professore di Amburgo, Bernd Lucke. Alle elezioni federali del 2013, AfD non aveva raggiunto la soglia di sbarramento al Bundestag per appena lo 0,3%. Nel 2014 ha ottenuto invece, ben sette seggi al parlamento europeo.
Alla crescita di consensi si è accompagnata una svolta radicale nel partito: nel 2015, al congresso in Assia, la leadership è passata nelle mani di Frauke Petry, ex manager e chimica, originaria di Dresda e molto vicina al movimento Pegida. Alla sua guida, il partito anti-Euro è diventato più decisamente un partito anti-Islam, tanto che Lucke ha deciso di abbandonare la sua creatura, non riconoscendosi nella sua successiva evoluzione.