Il presidente Usa Obama in visita a Cuba

24/03/2016 di Redazione
 Il presidente Usa Obama in visita a Cuba

Storica visita a Cuba per il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Nel suo discorso al Gran teatro dell'Avana, il presidente ha speso subito due parole di cordoglio per quanto stava accadendo, nelle stesse ore, nella capitale europea Bruxelles: "Possiamo sconfiggere il terrorismo, dobbiamo restare uniti". Nel suo discorso, Obama ha riferito al pubblico di aver chiesto al Congresso degli Stati Uniti di togliere l'embargo ai danni di Cuba, ribadendo però che "i cubani non potrebbero realizzare il loro potenziale senza un cambiamento continuo". Da qui, l'invito al presidente Raul Castro a non temere gli Stati Uniti né la voce del popolo cubano e a tener conto che "c'è già un'evoluzione a Cuba, un cambio generazionale". Il riferimento era chiaramente alle libertà politiche nello stato cubano, che dal punto di vista di Barack Obama non sono sufficientemente tutelate nel Paese. Per questo ha sottolineato l'importanza di potersi esprimere "liberamente e senza paura" e che "lo stato di diritto non dovrebbe includere la detenzione arbitraria delle persone che esercitano questi diritti", ha aggiunto, affermando che il futuro di Cuba deve essere lasciato nelle mani dei cubani. "Si se puede", ha poi concluso traducendo in spagnolo il suo famoso slogan elettorale. La giornata è proseguita con l'incontro con i dissidenti presso l'ambasciata Usa. Obama ha ribadito che i presenti al tavolo sono persone dotate di straordinario coraggio. Alcuni dei presenti avevano già incontrato il presidente in altre occasioni negli Usa. Infine, bagno di folla all'Estadio Latinoamericano. Il presidente ha assistito alla partita di baseball accompagnato dalla moglie Michelle e dalle figlie. Molte polemiche ha suscitato in patria la decisione di Obama di aspettare la fine degli appuntamenti in agenda a Cuba e non recarsi subito negli States per occuparsi di sicurezza, dopo il rafforzamento delle misure antiterrorismo nella città di New York e Washington a seguito degli attentati a Bruxelles.