Il rapporto 2015-2016 di Amnesty International: “un’assalto globale ai diritti alle libertà”

03/03/2016 di Redazione
Il rapporto 2015-2016 di Amnesty International: “un’assalto globale ai diritti alle libertà”

Secondo il Rapporto 2015-2016 di Amnesty International, "molti governi hanno sfacciatamente violato il diritti internazionale e stanno volutamente indebolendo le istituzioni che dovrebbero proteggere i diritti umani. Milioni di persone stannopatendo enormi sofferenze nelle mani degli stati e dei gruppi armati, mentre i governi non si vergognano di descrivere la protezione dei diritti umani come una minaccia alla sicurezza, alla legge e all'ordine e ai "valori nazionali". Interessi egoistici nazionali e richiami propagandistici alla sicurezza stanno mettendo in discussione la difesa dei diritti umani e le libertà fondamentali fino a ora conquistate. Il quadro che ne emerge è quello di una minaccia globale ai diritti umani, una tendenza che si ravvisa nei sempre più frequenti attacchi dei governi alle istituzioni che si impegnano a proteggere i diritti di tutti, riducendo i finanziamenti o ignorando sistematicamente la loro esistenza. Gli organismi sui diritti umani delle Nazioni Unite, il Tribunale penale internazionale e meccanismi regionali come il Consiglio d'Europa e il sistema interamericano dei diritti umani sono minacciati da governi che cercano di sfuggire ai controlli sulla situazione interna dei loro paesi.
Non solo: molti governi hanno violato all'interno di alcuni paesi le norme previste dal diritto internazionale, praticando maltrattamenti, torture, respingendo illegalmente i rifugiati verso i paesi dai quali stavano fuggendo. Amnesty ha registrato crimini di guerra in ben 19 paesi.
L'organizzazione, da tempo impegnata nella difesa dei diritti umani a livello internazionale, avverte anche rispetto alla preoccupante abitudine dei governi ad attaccare e prendere di mira attivisti, avvocati e altre persone che difendono i diritti umani.
Le minacce alla sicurezza nazionale per la presenza di gruppi terroristici organizzati, in grado di mettere a segno sanguinosi attentati in Europa e nel resto del mondo, ha spinto i governi a comportarsi in modo repressivo: la difesa della sicurezza nazionale si è tradotta spesso in un vero e proprio attacco alla società civile, al diritto alla riservatezza e alla libertà di parola. Secondo Amnesty, in questa fase c'è "un disperato bisogno di rinvigorire le Nazioni Unite". Nel 2015, le Nazioni Unite e i loro uffici che si occupano di protezione dei diritti umani e dei rifugiati hanno sofferto gravemente a causa dell'ostilità e del rifiuto di cooperare da parte dei governi.
La Siria rappresenta uno degli scenari peggiori al momento, per il sistematico fallimento delle Nazioni Unite nel tener federe al loro ruolo vitale nel rafforzamento dei diritti umani e del diritto internazionale. Amnesty International chiede agli stati membri e al Consiglio di sicurezza di mostrare coraggio nel pensare a nuove riforme, a partire proprio dal modo in cui sarà eletto il nuovo segretario generale.
Nel 2015 Amnesty International ha documentato gravi violazioni dei diritti economici, sociali, politici e civili in molti paesi. Fra le nazioni con la peggiore situazione di tutela dei diritti umani e della riservatezza delle persone, ha menzionato Angola, Arabia Saudita, Burundi, Cina, Egitto, Gambia, Israele, Kenya, Messico, Pakistan, Regno Unito, Russia, Siria, Slovacchia, Stati Uniti d'America, Thailandia, Ungheria e Venezuela