Istat: nel 2014 1milione 470 mila le famiglie in povertà assoluta

17/03/2016 di Redazione
Istat: nel 2014 1milione 470 mila le famiglie in povertà assoluta

In Italia, sarebbero 1milione 470 mila le famiglie stimate in condizioni di povertà assoluta, circa il 5,7% del totale, secondo i dati riportati dall'Istat durante l' audizione alla Camera davanti alle commissioni Lavoro e Affari Sociali per il ddl povertà. La soglia di povertà assoluta rappresenta il valore monetario, a prezzi correnti, del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definita in base all'età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza. Una famiglia  è considerata nella soglia di assoluta povertà se sostiene una spesa mensile per consumi pari o inferiore a tale valore monetario. Stando ai dati riportati nel Report, nel 2014 la povertà assoluta in Italia appariva sostanzialmente stabile sul territorio, con una percentuale più alta nel mezzogiorno: 4,2% al Nord, 4,8% al Centro e 8,6% nel Mezzogiorno. Si attesta che la presenza di famiglie nella condizione di povertà assoluta nel Mezzogiorno sia da collocare in special modo nei piccoli comuni mentre, per converso, al Nord la povertà assoluta risulta essere più elevata nelle aree metropolitane (7,4%) rispetto ai restanti comuni (3,2% tra i grandi, 3,9% tra i piccoli). Il fenomeno appare più diffuso quando si parla di famiglie con cinque o più componenti (16,4%), soprattutto se coppie con tre o più figli (16%), e per le famiglie con membri aggregati (11,5%); l'incidenza sale al 18,6% se in famiglia ci sono almeno tre figli minori e scende nelle famiglie di e con anziani (4% tra le famiglie con almeno due anziani)". Interessante è il dato in riferimento alle famiglie miste in cui la povertà assoluta è più diffusa rispetto alle famiglie italiane, dal 4,3% di queste ultime (in leggero miglioramento rispetto al 5,1% del 2013) al 12,9% per le famiglie miste fino al 23,4% per quelle composte da soli stranieri.  Al Nord e al Centro la povertà tra le famiglie di stranieri è di oltre 6 volte superiore a quella delle famiglie di soli italiani, nel Mezzogiorno è circa tripla. Secondo quanto esposto da Cristina Freguja dell'Istat circa l'84% degli individui che usufruiscono delle principali prestazioni assistenziali previste dal sistema di welfare italiano è costituito da persone anziane. Le misure previste dal sistema socio-assistenziale italiano - ha spiegato l'Istat - "sono solo in parte finalizzate al contrasto della povertà e non si rivolgono esclusivamente a individui in condizioni di difficoltà economica". In particolare, le politiche di intervento a favore della popolazione in povertà appartengono in prevalenza al campo degli strumenti di sostegno al reddito di specifiche categorie. Il sistema di trasferimenti sociali "agisce soprattutto nel ridurre l'esposizione al rischio di povertà delle persone sole e delle coppie senza figli, specialmente in età avanzata, ma è meno in grado di sostenere le coppie con figli minori e le famiglie numerose con almeno 5 componenti", ha aggiunto Freguja. Rimangono fuori dalle stime della povertà assoluta però i numeri relativi a chi vive senza fissa dimora. Il numero di iscritti presso i comuni considerati dall'indagine riflettono un aumento rispetto a tre anni prima del numero. Oltre metà delle persone senza dimora vive nel Nord (circa il 56%). Rispetto al 2011 l'Istat poi osserva una diminuzione della quota di persone senza dimora nel Nord-est (dal 19,7% al 18%), cui si contrappone l'aumento nel Sud (dall'8,7% all'11,1%). Rispetto al 2011, "vengono confermate anche le principali caratteristiche delle persone senza dimora: si tratta per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%), con basso titolo di studio", conclude l'Istat.