La Francia fa marcia indietro sulla revoca della nazionalità ai terroristi

31/03/2016 di Redazione
La Francia fa marcia indietro sulla revoca della nazionalità ai terroristi

Il 16 novembre 2015, a soli tre giorni dagli attentati che hanno sconvolto Parigi, davanti ai deputati e ai senatori riuniti in Congresso riunito a Versailles, il presidente francese Hollande aveva annunciato una riforma costituzionale che avrebbe istituzionalizzato lo stato d'emergenza. Di fronte a una strage firmata dall' Isis ma portata materialmente a termine da cittadini francesi con origini straniere, il presidente aveva stupito gli astanti proponendo di istituire la perdita della nazionalità francese per i terroristi. Fin dalla prima approvazione del testo da parte del del Governo, il 23 dicembre scorso, era apparso da subito chiaro che sarebbe stato difficile per il presidente aggiudicarsi la maggioranza dei due terzi necessaria all'approvazione del provvedimento. Dure le critiche delle opposizioni e della sinistra socialista che contestava che il provvedimento fosse applicabile solo ai cittadini in possesso di una doppia nazionalità, per evitare di creare degli apolidi. La discussione sulla proposta di Hollande, appoggiata dal premier Valls, era stata alla base delle dimissioni del Ministro della Giustizia, Christiane Taubira, in seguito alla quale il testo era stato modificato eliminando il riferimento alla doppia nazionalità, reinserito poi nel passaggio al Senato, dove la destra ha la maggioranza. Hollande si è trovato perciò, di fronte all'impossibilità di ottenere la maggioranza qualificata al Congresso e ha dovuto abbandonare il proposito tanto discusso.