La Svizzera al referendum dice no all’espulsione dei migranti

03/03/2016 di Redazione
La Svizzera al referendum dice no all’espulsione dei migranti

Chiamato al voto al referendum sulla legge anti-immigrazione proposta dal Partito Popolare, il popolo svizzero ha respinto, con il 58,9% dei voti, la proposta della destra di espellere i residenti stranieri che commettono reati. La proposta di legge aveva fatto molto discutere per la mancanza di distinzione fra i reati: l'espulsione sarebbe stata automatica per ogni infrazione della legge commessa, dall'eccesso di velocità in automobile all'omicidio: gli stranieri sarebbero stati espulsi dopo aver ricevuto condanne per reati gravi come l'omicidio, lo stupro e la rapina a mano armata, o per due reati minori commessi in un arco di 10 anni, come eccesso di velocità o furto con scasso.
L'Unione democratica di centro (Udc) è la più grande formazione politica della Svizzera e occupa circa un terzo dei seggi in parlamento. Il contenuto della legge non stupisce, vista la natura ultranazionalistica e xenofoba dell'organizzazione, ma la proposta, grossolana ed esplicitamente razzista, si è scontrata con la resistenza dell'opinione pubblica e l'opposizione aperta degli attivisti e persino dei dirigenti d'azienda: oltre alla violazione dei diritti umani, la misura avrebbe comportato seri rischi per la Svizzera nei rapporti commerciali con l'Unione europea, già irritata per l'esito della consultazione del 2014 che ha sostenuto il vaglio di quote sui lavoratori provenienti dagli altri paesi Ue.
L'affluenza alle urne è stata di oltre il 62% della popolazione, secondo le stime il più alto risultato per un referendum in Svizzera dal 1992.
L'Udc era riuscita, tuttavia, a raccogliere le 100 mila firme necessarie per avviare il referendum, sfruttando l'ondata di sentimento anti-straniero che aleggia nel Paese. I manifesti pro-espulsione mostravano una pecora bianca che prende a calci una pecora nera cacciandola fuori dalla Svizzera, contestati da contromanifesti che mostravano una bandiera della Svizzera la cui croce assumeva le sembianze di una svastica. Il referendum ha però avuto un esito negativo, perché non ha tenuto conto di alcune particolarità della Svizzera, da sempre terra d'immigrazione. In particolare, ha fatto discutere la proposta di imporre l'espulsione automatica dei "secondos", i giovani della seconda generazione. In generale, l'opposizione ha fatto leva sul fatto che una tale misura sarebbe entrata in contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che la Svizzera ha firmato e sostenuto.