Libera: in 350mila per la XXI Giornata in ricordo delle vittime di mafia

24/03/2016 di Redazione
Libera: in 350mila per la XXI Giornata in ricordo delle vittime di mafia

Oltre 30mila persone si sono mobilitate nella XXI Giornata nazionale dedicata alle vittime di mafia organizzata da Libera, l'associazione guidata da Don Ciotti che da anni lavora sul campo nelle città d'Italia per contrastare il fenomeno mafioso. Messina, la città scelta come "capitale" della giornata ha accolto 30 mila persone, Reggio Emilia 4mila,Napoli, Roma, Firenze e Torino altre centinaia. Circa 20mila luoghi in tutta la penisola hanno aderito alla giornata e tante le iniziative sparse nel territorio, nelle scuole, fabbriche e carceri. Una giornata di ricordo per le vittime e per continuare la lotta quotidiana contro la Mafia, sotto qualunque forma si manifesti. Legalità, libertà, pace e diritti. Queste le parole chiave che si leggono negli striscioni e negli interventi delle autorità intervenute all'iniziativa in diverse città d'Italia: la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi presente a Messina,il ministro Graziano Delrio a Reggio Emilia, il sindaco Piero Fassino a Torino e De Magistris a Napoli. La Giornata si inserisce in un momento di dibattito da una parte con il governo Renzi riguardo il tema dello sblocco dei fondi dello Stato per i famigliari delle vittime di mafia e dall'altra con il Parlamento Europeo da parte del vicepresidente della commissione antimafia Fava recatosi a Bruxelles in audizione con la Commissione Libertà civili, Giustizia e Affari interni per richiedere uniformità delle leggi di contrasto alla criminalità organizzata a livello europeo. Per dare seguito all'audizione dei commissari italiani il Parlamento Europeo dovrebbe quindi dar vita alla figura di un  procuratore europeo antimafia, l'estensione del reato di associazione criminale di stampo mafioso a tutti i Paesi comunitari e l'implementazione in tutti i paesi del reciproco riconoscimento dei provvedimenti di sequestro e confisca dei beni. Riguardo il dibattito sul fondo per le famiglie delle vittime bloccato in attesa di un commissario a tutela, la moglie dell'imprenditore Domenico Noviello, ucciso per mano della camorra, in un'intervista al Mattino conferma che il risarcimento è sospeso dal 2015. Don Ciotti in piazza a Messina ha commentato "i fondi ci sono, ma bisogna accorciare i tempi e non penalizzare i bisogni e le necessità concrete di chi è vittima di mafia".