Mafia Capitale, ancora caos su Roma: sequestri e indagini su tangenti durante la giunta Marino

03/03/2016 di Redazione
Mafia Capitale, ancora caos su Roma: sequestri e indagini su tangenti durante la giunta Marino

Torna la bufera su Roma: al centro ancora le indagini su Mafia Capitale e il sistema di tangenti che hanno caratterizzato gli anni delle precedenti giunte all'amministrazione romana.
Su disposizione del prefetto Domenico Vulpiani è cominciata la task force dei vigili urbani del X gruppo mare, con controlli e sequestri anche nell'entroterra. Ancora una volta sono le mani della mafia ad aver contaminato il X Municipio. Negli ultimi giorni, due importanti sequestri hanno portato alla luce due personaggi legati a Mafia Capitale: Fabrizio Testa, in carcere per 416bis e Luigi Proteo, commercialista storico del clan Fasciani. Nel mirino della task force della polizia municipale diretta dal comandante Antonio Di Maggio ci sono due gigantesche strutture su cui Testa e Proteo, finanziati dal Comune, hanno operato eludendo ogni richiesta di permesso e concessione. Si tratta del Parco della Madonnetta, che era stato dato in concessione all'imprenditore Andrea Ciabocco, vincitore dell'appalto per il Punto verde qualità nel 2001 dal Comune. Questo è uno dei più grandi Punti verdi qualità della città, con i suoi ben 11 ettari di estensione. L'imprenditore aveva possibilità di fare strutture all'interno del Parco per lo sport, la ristorazione, parchi giochi per i bimbi. L'imprenditore si è indebitato con diverse banche per la realizzazione dei lavori, ma a seguito delle morisità è toccato al Comune di Roma  sanare il debito. Erano circa 25 le società impegnate nell'investimento sull'area, il 50% delle quali appartenenti a Fabrizio Testa, il factotum di Carminati e Gramazio. La polizia ha sequestrato l'intera struttura, chiedendo alla Procura la possibilità di sequestrare la totalità degli 11 ettari del parco, che comprendono piscine, palestra, ristoranti e un asilo nido convenzionato con Comune, pur non dispondendo dei requisiti necessari all'apertura. Un altro sequestro è avvenuto anche nella zona di Acilia: si tratta di casali che erano stati dati in concessione, con obbligo di ristrutturazione, a Luigi Proteo, commercialista già arrestato e appartenente al clan Fasciani. Gli interventi di ristrutturazione non sono stati fatti, e anzi, i casali sono stati demoliti e sostituiti da nuove costruzioni realizzate senza alcuna autorizzazione.

Altri sei antichi casali sono al centro dell'attenzione degli inquirenti. Queste strutture sarebbero misteriosamente scomparse per lasciare spazio alla megalottizzazione di Grottaperfetta: 32 palazzi di sette piani, al confine con il museo a cielo aperto dell'Appia antica. Legato alla vicenda e indagato per corruzione, Antonello Fatello, l'intoccabile dirigente promosso dalla politica alla guida del più importante ufficio comunale: quello per il rilascio dei permessi di costruzione. Fratello era stato l'unico funzionario a essere salvato dagli ultimi spasmi della giunta Marino: nonostante infuriasse già la bufera per Mafia Capitale non fu portato a termine il suo spostamento al dipartimento Mobilità, come era stata annunciato. La mancata ricollocazione era stata giustificata con l'esigenza di dare continuità alle attività in corso, con un'esplicita richiesta dell'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo, anche lui finito nell'inchiesta. Lo spostamento è diventato effettivo solo con l'insediamento del commissario Tronca.
Le indagini proseguono e le trame sembrano fitte, destando molta preoccupazione nel mondo dei costruttori romani. Al momento, il filone principale riguarda il business delle pratiche di cambio di destinazione d'uso. Grandi opere da milioni di euro. Dall'ufficio all'Eur sono passati anche il progetto di trasformazione dell'ex sede liberty della Zecca dello Stato nel cuore dei Parioli e quello per la mutazione a uso commerciale dell'Istituto Geologico di largo Santa Susanna. Ma anche quello di Palazzo Raggi in via del Corso.  
I finanzieri del nucleo speciale voluto da Raffaele Cantone cercano le prove del passaggio di tangenti. Dieci giorni fa gli investigatori hanno perquisito gli uffici e le abitazioni dell'ex editore del Tempo e costruttore, Domenico Bonifaci, di tecnici esterni e di due funzionari comunali. Uno di questi è, appunto, Fatello. Alla ricerca di tangenti, le fiamme gialle nella sede del gruppo Bonifaci hanno trovato un'agenda con cifre e nomi. Il sospetto è che sia il libro delle somme pagate per ottenere concessioni e sconti sui contributi straordinari da versare al Comune.
Intanto, è spuntata un'altra carta segreta sulla mega lottizzazione di Grottaperfetta. Ad opporsi alla lottizzazione voluta da Caudo ci sarebbe stato il Municipio VIII guidato da Andrea Catarci, che si è schierato al fianco dei comitati in difesa di un'area archeologica di pregio, con tanto di villa romana e necropoli del II secolo d. C., e del corso d'acqua denominato Fosso delle Tre Fontane. Secondo la leggenda, il fiume sarebbe nato da tre sorgenti sgorgate a seguito dei tre rimbalzi della testa di San Pietro a seguito della sua decapitazione. Questo corso d'acqua sarebbe ormai inesistente, ma ci sono dei documenti dell'autorità di Bacino del Tevere che afferma il contrario e ne ribadisce i vincoli.