Migranti: sgombero alla "giungla" di Calais e tensione al confine greco-macedone. Prosegue l’emergenza umanitaria

03/03/2016 di Redazione
Migranti: sgombero alla "giungla" di Calais e tensione al confine greco-macedone. Prosegue l’emergenza umanitaria

Sono iniziate la mattina del 29 Febbraio le operazioni di sgombero delle forze armate della Jungle di Calais, una realtà nel nord della Francia di cui ci siamo occupati nelle precedenti Newsletter per via della particolare condizione in cui stazionavano, nel tentativo di organizzarsi nel miglior modo possibile, in assenza di acqua corrente e beni di prima necessità centinaia di persone con la speranza di trovare un futuro attraverso quello stretto negato che separa la Francia al Regno Unito.  Un'ingente schieramento di poliziotti e bulldozer dalle prime luci del mattino sono entrate nel campo che ospitava circa 4mila persone invitate, nei giorni precedenti, ad allontanarsi volontariamente dalla zona. Giovedì 25 febbraio, il tribunale amministrativo di Lille aveva dato il via libera all'ordinanza della polizia per l'evacuazione della parte sud della 'Jungle' di Calais. Il governo di Francois Hollande aveva assicurato che a tutti i migranti mandati via sarebbe stata proposta un'alternativa tra container riscaldati e centri d'accoglienza ma le Ong che operano sul posto ritengono che i posti letto non siano sufficienti per accogliere tutti. Bloccato l'accesso ai solidali e alle realtà che da mesi lavorano nella "Jungle" come l'organizzazione NoBorder. Quando le forze sono entrate in azione con i blindati ed escavatori, subito una decina di famiglie ha cominciato a resistere salendo sui tetti di quelle che, da mesi, sono divenute le loro case. Sono succeduti forti momenti di intensione, lancio di lacrimogeni e manganelli, quattro persone arrestate e diversi se ne contano tra i feriti. Nelle stesse ore, non molto lontano da Calais, al confine Greco-Macedone 300 siriani ed iracheni hanno portato avanti il  tentativo di forzare la rete confine di Idomeni, per entrare in Macedonia manifestando contro la politica del tetto massimo all'afflusso giornaliero dei rifugiati fissato dalle autorità macedoni. La Macedonia infatti , il 18 febbraio scorso durante il vertice dei capi di polizia ha limitato a circa 580 il numero di accessi sul suo territorio ed ha avviato la costruzione di una nuova recinzione al confine con la Grecia. Le diverse condizioni di tensione, generate in una sola giornata, hanno portato la polizia francese in azione a Calais allo stop delle operazioni che sono state riprese poi nei giorni appena successivi.

In questi giorni abbiamo assistito ad un Europa che usa il pugno duro, incapace di gestire e trovare una soluzione adeguata e condivisa. Ferma la posizione di Amnesty International che commenta i fatti di Calais: "Sgombero dei migranti non è la soluzione" ad una crisi cui le autorità francesi e britanniche hanno voltato le spalle per anni mentre in Grecia continua l'emergenza umanitaria, l'odissea dei bambini e adulti che da giorni attendono alla frontiera di Macedonia.