Oxfam: in Siria la più grande crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale

17/03/2016 di Redazione
Oxfam: in Siria la più grande crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale

Sono passati sei anni dall'inizio delle prime manifestazioni contro il regime quarantennale di Bashar Assad,  la primavera araba del 2011,  poi trasformata e ridisegnata  in vero e proprio conflitto a fuoco tra ribelli e successivamente in guerra con l'intervento delle forze russe alleate con il Regime che invadono con una campagna aerea il territorio siriano per "annientare i terroristi". Il bilancio dei sei anni appare drammatico in termini di vite umane e perdite economiche. Oxfam, insieme a numerose altre associazioni tra cui compaiono come firmatarie Save the Children, ActionAid, Big Heart , ha pubblicato un Rapporto dal titolo ""Benzina sul fuoco" rilanciato in Italia rilanciato in Italia nel quadro della campagna #WithSyria #Adessobasta, in cui dichiarano di essere di fronte  alla più grande crisi umanitaria dopo la seconda guerra mondiale: in cinque anni si contano più di 270mila morti, 79mila i civili uccisi, cifra che comprende 13.500 bambini e 8.700 donne. Sono migliaia i dispersi, gli oppositori nelle carceri del regime e i membri delle forze lealiste catturati dai ribelli e dai gruppi jihadisti, tra i quali lo Stato islamico. Almeno la metà della popolazione è stata costretta a lasciare la propria casa. Solo nel 2015, l'anno in cui si concentrano diversi  fattori (inasprimento del conflitto, blocco degli aiuti, stato d'assedio) si contano più di 50mila  vittime civili, 12 milioni di siriani all'interno del Paese che non hanno accesso all'acqua potabile e 9 milioni costretti a vivere in condizioni insicurezza alimentare. Coloro che sono stati costretti a fuggire, divenendo a tutti gli effetti dei rifugiati, si sono riversati in Turchia (in cui si stimano tra i due milioni e i due milioni e mezzo di siriani), Libano (un milione e 200mila) Giordania, (circa 630mila sono registrati presso l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) Iraq (225mila siriani) ed Egitto(137mila). Il 27 Febbraio 2016 il conflitto ha raggiunto una tregua tra il regime e i ribelli, a favore del rilancio dei negoziati. Fuori dall'accordo sia il l' Is (autoproclamato Stato Islamico) che il fronte Al Nusra. Il 14 Marzo 2016 sono invece ricominciati a Ginevra le trattative di pace, sotto il controllo delle Nazioni Unite, che dovrebbero terminare con un risultato il 24 marzo. Questo l'appello da parte delle associazioni indirizzato ai Capi di Stato mondiali affinchè si riesca a incoraggiare l'unica soluzione possibile, il cessate il fuoco. Secondo il direttore di Oxfam Italia Roberto Barbieri "è indispensabile che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite prenda atto delle continue violazioni del diritto internazionale umanitario perpetrate in Siria, anche da parte di alcuni  dei paesi membri, intervenendo il prima possibile per fermare il trasferimento di armi alle parti in conflitto, ribadendo la necessità di garantire in primis la protezione dei civili. In questa direzione facciamo appello anche al Governo Italiano affinché, come Stato candidato (tra i membri non permanenti) a sedere nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dal prossimo giugno, possa assumere un ruolo chiave nel guidare le parti ad una risoluzione politica del conflitto. Siamo di fronte alla più grande crisi umanitaria dal secondo dopo guerra ad oggi, il mondo non può più girarsi dall'altra parte"