Dossier Cittadinanzattiva: Il costo del servizio Idrico in Italia, regione Toscana la più cara

14/04/2016 di Redazione
Dossier Cittadinanzattiva: Il costo del servizio Idrico in Italia, regione Toscana la più cara

E' stato pubblicato il Dossier 2016 sul servizio idrico integrato redatto da Cittadinanzattiva. Dall'indagine dell'Osservatorio prezzi e tariffe i capoluoghi toscani risultano ai vertici della graduatoria italiana per le tariffe dell'acqua più care con una variazione del 12, 2% rispetto all'anno 2014. €376 la tariffa media annuale ad eccezione dei capoluoghi di Grosseto e Siena in cui il prezzo sale ad €663. Isernia, invece, occupa il posto della la città meno cara con un costo idrico pari a 117 euro annuali. Secondo la fotografia riportata dal Dossier 2016 le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con € 511 annuali e un maggior incremento rispetto al 2014 (€ 468 + 9,2%), segue l'area settentrionale (+ 5,1%) e quindi quella meridionale (+ 3,2%). A livello regionale, le tariffe più elevate si riscontrano nell'ordine a Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia.Prendendo in considerazione le singole componenti del servizio idricointegrato, la tariffa più alta per il servizio di acquedotto è applicata nella città di Pesaro e Urbino (€371) con una spesa di oltre 37 volte superiore a quella riscontrata nella città di Aosta (€10).  Depurazione e fognatura costano complessivamente di più a Carrara (€ 294), circa 7 volte di più rispetto a Imperia (€40). La quota fissa più elevata è a Gorizia (€108), 29 volte superiore a quella di Milano (€3,70). Non è migliore il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media un terzo dell'acqua immessanelletubature va sprecata; nelle aree meridionali del Paese si arriva al 43%, ma a livello regionale le più sprecone sono Lazio (60% il livello di dispersione idrica nel 2014) e Sardegna (52%). Relativamente più virtuose il Trentino Alto Adige con il 18% di dispersione idrica, le Marche al 19%, Valle d'Aosta al 21% e Lombardia al 22%. Già due le condanne ricevute dall'Italia da parte della Corte di Giustizia europea per inadempienze su sistema delle reti fognarie e trattamento delle acque reflue. A questo si aggiungono le indagini istruttoriedell'Antitrust nei confronti di quattro società che gestiscono il  servizio idrico: Abbanoa (Sardegna), Acea Ato2 (Lazio centrale e Roma), Gori (Campania), CITL (provincia di Caserta, sanzionate per pratiche commerciali scorrette nella procedure di fatturazione, richieste di pagamento di morosità pregresse ai nuovi clienti subentranti, modalità di gestione dei reclami e procedure di messa in mora e distacco.

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