I minori stranieri nella trappola dello sfruttamento

14/04/2016 di Redazione
I minori stranieri nella trappola dello sfruttamento

Sono quasi 3 mila i minori stranieri arrivati nel nostro paese nei primi tre mesi del 2016, il quadruplo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Sarebbero circa 5 mila i minori non accompagnati di cui si sono perse le tracce nel nostro paese, 10 mila a livello europeo. Un disegno di legge per garantire maggiore tutela ai minori è già pronto, promosso dalla deputata Pd Sandra Zampa, ma fermo da due anni alla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati per la mancanza di fondi con i quali attuarla, nonostante fosse stata firmata dagli esponenti di quasi tutti i partiti presenti in parlamento.
I minori stranieri non accompagnati arrivano in Italia per cercare di costruirsi un futuro dignitoso, ma sono i corpi più fragili che rischiano di cadere nelle larghe maglie della rete di sfruttamento pronta a inghiottirli. Le ragazze nigeriane contraggono un debito molto alto per giungere in Italia, che i trafficanti costringono a riparare sfruttandole sui marciapiedi: con 15 euro a prestazione esse cercano di guadagnarsi la loro esistenza di schiave. Non va meglio ai loro coetanei maschi, che finiscono nelle mani della criminalità organizzata.  Per i minorenni che arrivano nel nostro Paese, il meccanismo di accoglienza è diverso che per gli adulti. I ragazzi e le ragazze vengono accolti e visitati negli hub a loro destinati e successivamente sono inseriti in un programma di protezione e inviati nei centri di "seconda accoglienza" dove, se sono fortunati la loro vita cambia, se sono sfortunati le loro frustrazioni raddoppiano, perché le differenze tra un centro e l'altro, tra una regione e l'altra, sono imbarazzanti. Esistono regioni che prevedono corsi di formazione professionale, lezioni di lingua, la presenza di mediatori culturali, di neuropsichiatri e di assistenti sociali e regioni che si limitano a mettere a disposizione alloggi con dei guardiani e al massimo un interprete di inglese e di arabo o che puntano sui grandi numeri per fare cassa. Ma può andare anche molto peggio di così.   Una normativa univoca non esiste. E non esisterà finché il disegno di legge Zampa non vedrà la luce. «Io mi attendo che il governo rispetti gli impegni presi, anche e soprattutto perché questi ragazzi non hanno voce e le loro ragioni non sono espressione di interessi di lobby», dice la parlamentare del Pd, la cui legge prevede la standardizzazione delle procedure regionali l'inserimento automatico dei minori nello Sprar, sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati, un potenziamento del tutoraggio, la creazione di un albo dei tutori volontari e un massiccio ricorso all'affido familiare. Succederà prima o poi? La differenza tra accogliere perché è un affare e accogliere, preparare ed educare è quella che passa tra essere risucchiati dall'illegalità e avere la chance di condurre una vita normale.