Idomeni: scontri tra profughi e polizia ad un anno dal naufragio del 18 aprile 2015

14/04/2016 di Redazione
Idomeni:  scontri tra profughi e polizia ad un anno dal naufragio del 18 aprile 2015

All'avvio del provvedimento  conseguente l'accordo stipulato tra Ue e Turchia il 18 marzo, il numero dei migranti respinti ad oggi risulta essere di trecentoventisei mentre quello delle richieste d'asilo è in aumento costante nel paese ellenico, divenuto cosi da luogo di transito a luogo di destinazione per i flussi migratori. Il 4 Aprile sono iniziati  i primi respingimenti da Lesbo con due traghetti  diretti a Dikili, sulla costa turca, mentre altri migranti sono stati  imbarcati l'8 aprile.
Ma c'è chi, da settimane nell'accampamento-lager di Idomeni, non si arrende e rivendica il suo diritto a proseguire la "rotta dei Balcani". La protesta, iniziata con la diffusione di un volantino il 10 aprile che annunciava la marcia verso le barriere al confine greco-macedone, ha visto protagonisti i migranti nel tentativo di  forzare le reti di filo spinato e le barriere poste alla fine di febbraio per bloccare il flusso di persone in transito.  Secondo Medici Senza Frontiere più di trecento persone, tra cui bambini, sono rimaste ferite e intossicate dai gas lacrimogeni lanciati dalla polizia macedone che, secondo molteplici testimonianze, avrebbe anche sparato delle pallottole di gomma.   Almeno trenta persone sarebbero rimaste ferite in modo serio e ricoverate nell'ospedale di Kilkis. Le autorità di Skopje hanno negato l'uso delle pallottole mentre gli operatori umanitari governativi presenti sul posto hanno commentato la vicenda in questo modo: "L'uso indiscriminato di prodotti chimici, di proiettili di gomma e bombe assordanti contro persone vulnerabili, e soprattutto senza che tale forza sia giustificata, è un atto pericoloso e deplorevole". Dopo un breve arresto, la protesta è ricominciata nella mattinata del 13 aprile, giorno in cui era prevista 
la visita dei  presidenti di Macedonia, Slovenia e Croazia al centro di accoglienza profughi a Gevgelija, in territorio macedone. L'appuntamento è stato annullato per motivi di sicurezza.
Il Papa, a fine udienza generale con i gruppi italiani, ha invece confermato la sua intenzione di recarsi a Lesbo nella giornata di Sabato 16 aprile insieme al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo e l'arcivescovo di Atene Hieronymos, per "esprimere vicinanza e solidarietà sia ai profughi , sia ai cittadini di Lesbo e a tutto il popolo greco tanta generoso nella accoglienza".
Tra pochi giorni si celebrerà il primo anniversario del naufragio del 18 aprile 2015, che con i suoi circa 800 morti ha rappresentato il più letale incidente in mare dalla seconda guerra mondiale.
A quasi un anno di distanza, l'occidente si barrica.