Indagine Eni, Total e porto di Augusta

07/04/2016 di Redazione
Indagine Eni, Total e porto di Augusta

A pochi giorni dal Referendum contro le trivelle in Italia scoppia la bufera dell'inchiesta su gli impianti Eni e Total in Basilicata e sull'autorità portuale della città siciliana di Augusta. L'inchiesta vede indagato  Gianluca Gemelli, compagno dell'ex ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi , dimissionaria dopo l'intercettazione telefonica finita sui "verbali-scandalo". Una parte dell'indagine riguarda i presunti illeciti nella gestione dei rifiuti oltre che  lo sforamento dei limiti delle emissioni per l'impianto Eni di Viggiano: i rifiuti pericolosi sarebbero stati smaltiti come rifiuti semplici al fine di ricevere vantaggi economici mentre  il livello di emissioni inquinanti supererebbe i dati comunicati in precedenza agli enti di controllo.  Sulla vicenda stanno indagando i  carabinieri del Noe. Gemelli risulta indagato anche per un'altra questione: l'autorizzazione del giacimento Tempa Rossa della Total. L'accusa per l'uomo è quella di aver sfruttato la relazione di convivenza  per ottenere subappalti (circa 2 milioni e mezzo di euro) da parte della Total in cambio di garanzie da parte del governo oltre che strappare la promessa di una qualifica come "fornitore di servizi ingegneristici" per la compagnia petrolifera. L'intercettazione sulla quale si basano gli inquirenti risulta essere quella datata 23 ottobre 2014 in cui Gemelli, parlando con Franco Broggi - capo ufficio appalti della Tecnimont, l'azienda che gestiva per conto della Total i subappalti in Basilicata- fa riferimento ad un dato incontro che solo successivamente si è scoperto essere tra l'ex ministro dello Sviluppo Economico Giudi ed un rappresentante Tecnimont. Incontro realmente avvenuto con la promessa da parte del rappresentante del governo di interventi volti a favorire la lobby petrolifera in cambio di cortesie per favorire gli affari del compagno. Inchiesta e polemica politica si intrecciano nel caso Guidi: anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, è stata ascoltata a Roma dai magistrati della Procura di Potenza in merito all'emendamento approvato in legge di stabilità che sbloccava interventi strutturali legati alle estrazioni petrolifere in Val d'Agri. Al momento, la sua posizione risulta essere quello della persona informata sui fatti. Ad Augusta l'inchiesta riguarda invece il programma navale per la tutela della capacità marittima della Difesa per il quale risulta tra gli indagati anche il capo di stato maggiore della marina, Giuseppe De Giorgi insieme a Valter Pastena, burocrate di Stato. In analisi la proficua relazione dei due con Gianluca Gemelli il quale riuscì ad ottenere commesse di lavoro al porto siciliano. In cambio, De Giorgi avrebbe ottenuto lo sblocco dei fondi per il programma navale da parte di Pastena, un tempo al servizio presso il Ministero della Difesa. Il 12 dicembre 2014 la ministra Guidi invia al presidente del Senato, Pietro Grasso, uno "Schema di decreto ministeriale concernente le modalità di utilizzo dei contributi pluriennali relativi al programma navale" (5,4 miliardi di euro in 20 anni), per il "parere preliminare delle Commissioni". Parere che la Guidi definisce "urgente", auspicando che l'iter si concluda "al più presto con la stipula dei contratti e degli impegni formali di spesa". Tre mesi dopo quel documento, a Pastena verrà fatto un contratto come consulente del Mise.