Medici Senza Frontiere riprende le operazioni nel Mediterraneo

28/04/2016 di Redazione
Medici Senza Frontiere riprende le operazioni nel Mediterraneo

Sono riprese le operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale, tra Africa ed Europa, da parte delle navi di Medici Senza Frontiere (MSF). "Dignity I" è il nome della prima nave MSF salpata dal porto di La Valletta che il 24 aprile ha soccorso circa trecento persone, in maggioranza di nazionalità eritrea, che in assenza di alternative sicure e legali tentavano di attraversare il fatale tratto di mare tra la Libia e l'Italia. Lo scorso anno, in quelle acque, sono rimaste annegate circa tre mila persone  tra uomini, donne e bambini. "In questo stesso periodo un anno fa, MSF annunciava l'inizio delle operazioni di ricerca e soccorso, definendo il Mediterraneo una fossa comune: da allora, non molto è cambiato", dichiara Joanne Liu, Presidente internazionale di MSF.
Secondo quanto riporta il sito di MSF, l'intenzione è quella di aumentare nel 2016 la portata delle operazioni in mare impiegando altre due navi posizionate nelle acque a nord della Libia e attivamente impiegate nella ricerca di imbarcazioni che necessitano soccorso. A bordo di queste navi sarà attivato, oltre al personale medico specializzato in primo soccorso e assistenza per casi di disidratazione, ipotermia e infezioni cutanee anche un'equipe di primo soccorso psicologico che lavorerà coordinandosi con i numerosi progetti che operano nei luoghi di sbarco, assicurando così una continuità d'assistenza.
Nel 2015, le équipe di MSF a bordo delle tre navi di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale hanno assistito oltre 23.000 persone in 120 diverse operazioni. Nel Mar Egeo, nell'isola di Lesbo, MSF in partnership con Greenpeace ha assistito oltre 14.000 persone nel tratto di mare che separa la Turchia dalla Grecia. In totale, nel 2015 MSF ha curato oltre 100.000 persone nel Mar Mediterraneo, Mar Egeo, in Grecia, Italia e lungo la rotta balcanica.