Migrant compact, la proposta di Renzi per aiutare i migranti “a casa loro”. Ma l'Europa la respinge

21/04/2016 di Redazione
Migrant compact, la proposta di Renzi per aiutare i migranti “a casa loro”. Ma l'Europa la respinge

Migrant Compact è il nome della proposta italiana per intervenire sulla crisi dei migranti che il premier Matteo Renzi ha invitato alle istituzioni europee. In sostanza, il governo italiano ha proposto all'Europa di offrire soldi ad alcuni paesi di emigrazione in cambio di un impegno a bloccare le partenze verso l'Europa. La filosofia di fondo della proposta di Renzi ricalca la logica dell'esternalizzazione delle frontiere. Una logica che ha una lunga storia, a partire degli accordi bilaterali che già in passato l'Italia firmò con la Libia, con l'Albania e con altri paesi d'emigrazione. Una pratica utilizzata anche dall'Unione Europea con il recente accordo stretto con la Turchia, che si è impegnata a trattenere i migranti fuori dai confini europei al costo di 3 miliardi di Euro.
Una logica sostenuta anche dalla divisione netta che i governi d'Europa stanno provando a fare fra profughi e migranti economici: e se l'Africa non è la Siria distrutta dalla guerra, tanto vale provare a pagare quei paesi che possono per ostacolare i flussi migratori. Nelle pagine del documento italiano si propone di mettere in piedi un Fondo europeo per gli investimenti nei paesi terzi nel quale stornare tutte le risorse che oggi l'Europa usa per l'Africa, da destinare a opere socialmente utili. A questo si dovrebbe accompagnare la creazione di Ue-Africa Bonds per aiutare i partner africani a investire in crescita e innovazione. Il documento propone inoltre di privilegiare la collaborazione dei migranti nei nei programmi Ue nei paesi africani, la creazione di missioni destinate a gestire i flussi, e l'istituzione di quote di ingresso nei paesi Ue sulla base di alcuni criteri quali la conoscenza della lingua del paese di destinazione o la frequentazione di corsi preparatori. Arrivi che sarebbero poi regolati da uno schema di ripartizione fra i differenti paesi. Anche la modalità dei rimpatri dovrebbe cambiare: secondo Renzi non più verso i paesi di transito, ma direttamente in quelli di origine.
Una serie di interventi che, secondo il parere del governo italiano, potrebbero essere utili a ridurre le partenze verso i paesi europei. Una proposta che è stata accolta con favori anche dai governi dell'Est, che da mesi dimostrano un atteggiamento divergente in materia d'occupazione rispetto ai loro colleghi. Dalle prime verifiche informali, era sembrato che la proposta potesse trovare accoglimento anche per il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker. Contraria invece, la posizione della Germania: il no netto di Berlino è arrivato dal portavoce dell'esecutivo tedesco, Steffen Seibert, che ha riferito le perplessità del governo della Merkel. Ricordando la posizione pregiudizialmente contraria del governo della Germania sugli eurobond, ha dichiarato di non vedere nessuna base per l'emissione di titoli di debito comuni per finaziare le spese degli Stati membri per le politiche migratorie. Seibert ha comunque rassicurato il governo italiano sul fatto che la proposta verrà presa in esame, come contributo utile verso la strada di una soluzione europea nella gestione della crisi dell'Europa di fronte alle migrazioni.