Naufragi nel Mediterraneo: la crisi dei migranti alle porte dell'Europa e continui scontri a Idomeni

21/04/2016 di Redazione
Naufragi nel Mediterraneo: la crisi dei migranti alle porte dell'Europa e continui scontri a Idomeni

Ancora morti e disperazione fra i migranti che cercano di raggiungere l'Europa. Negli ultimi giorni il Mediterraneo è diventato di nuovo un teatro di morte. 4 barconi provenienti dall'Egitto, su cui viaggiavano migranti somali diretti in Italia si sono ribaltati. Difficile quantificare i morti, che si stima siano intorno ai 300. Dalle dichiarazioni dei 40 sopravvissuti però, la stima dei viaggiotori a bordo potrebbe crescere fino a 500. Domenica sera altri sei cadaveri sono stati recuperati su ungommone carico di migranti diretto verso l'Italia, che si trovava nel Canale di Sicilia, a circa 20 miglia dalle coste libiche. Nel corso dell'operazione, coordinata dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, sono state salvate 108 persone, tra le quali cinque donne. La centrale ha inviato a soccorrerli la naveAquarius, appartenente ad una ong.
Queste nuove tragedie in mare rimandano inevitabilmente la memoria al naufragio del 18 aprile 2015, nel quale persero la vita oltre 700 persone.
A Idomeni, al confine fra la Grecia e la Macedonia, dove i profughi proveniente in maggioranza dalla Siria sono accampati da settimane, la tensione continua a essere altissima. Gli scontri fra i migranti e la polizia sono all'ordine del giorno. Negli ultimi giorni la situazione è precipitata quando la polizia ha intimato alle numerose famiglie accampate sui binari di Idomeni di sgomberare l'area, incontrando la loro resistenza. Durante le manovre per consentire il passaggio dei tir dell'esercito, una camionetta della polizia ha investito Mohammad Josef, 39 anni, proveniente dal Kurdistan siriano. L'uomo era a terra svenuto, forse per la calura pomeridiana fra le tende esposte al sole senza alcun riparo. La camionetta gli ha provocato una grave ferita alla testa e nonostante i soccorsi immediati dei volontari di Medici Senza Frontiere, l'uomo è deceduto poco dopo all'ospedale di Policastro.
Nell'accampamento è scoppiata la rabbia. La camionetta è stata presa d'assalto e sfondata con sassi e bastoni. La polizia ha risposto duramente lanciando fumogeni e granate.
Mohammed è morto, lascia la moglie e i 4 figli nel campo di Idomeni a lottare per un futuro dignitoso.