Ostia, l’estate romana tra concessioni e licenze revocate

28/04/2016 di Redazione
Ostia, l’estate romana tra concessioni e licenze revocate

Prosegue la battaglia legale per le concessioni dei balneari e dei chioschi nel litorale romano di Ostia.  Nelle precedenti newsletter ci siamo occupati dei numerosi sequestri eseguiti dall'autorità giudiziaria in seguito ai presunti illeciti nella gestione delle concessioni, abusi edilizi e mancato pagamento del canone. Con l'arrivo della bella stagione le cose non sembrano andare per il meglio: sette lidi, lo scorso fine settimana, hanno ricevuto la notifica di  decadimento della concessione in seguito al procedere dell'istruttoria da parte della commissione straordinaria composta da tecnici del X Municipio, Agenzia del Demanio, Polizia Locale e Capitanerie di Porto, presieduta dal commissario straordinario del parlamentino di Ostia, Domenico Vulpiani. Durante i primi controlli, effettuati nei mesi di Dicembre e Febbraio, erano già emerse anomalie di diversa natura nella gestione dei lidi e dei chioschi di Ostia tanto da far procedere gli organi competenti con il sequestro parziale delle diverse aree. E' stato il caso dello stabilimento Salus, di Med Net, Le Dune ed altri ancora. Attualmente nel mirino delle concessioni si trovano i Bagni Vittoria, Med Net, Capanno, Pinetina-Nuova Pineta, Kelly's, Marechiaro e Salus mentre si parla di licenze ritirate per i chioschi di Hakuna Matata e Faber Beach.  I titolari promettono battaglia in tribunale dove potranno contestare quanto viene loro contestato. Qualora la documentazione presentata dagli stabilimenti non fosse sufficiente, il X Municipio procederà con l'atto di decadenza. Potrebbe quindi passare molto tempo prima di avere l'esito finale di questa diatriba. Diverso appare invece il caso dell'ex Amanusa, inaugurata circa un anno fa, alla presenza dell'Assessore alla presenza dell'allora assessore alla legalità Alfonso Sabella ed ora  restituita dall'ATI (composta da UISP Roma, Libera contro le mafie e le Grand Coureur) al comune di Roma per "violazione di norme imperative" e la conseguente irregolarità del bando per l'assegnazione dei servizi connessi alla balneazione. A spiegare le motivazioni è la stessa Libera con una lettera inviata al prefetto Francesco Paolo Tronca Commissario Straordinario del Comune di Roma.