Roma: iniziative e cortei per la comunità Sikh

28/04/2016 di Redazione
Roma: iniziative e cortei per la comunità Sikh

Domenica 24 Aprile a Piazza Vittorio, in occasione dei festeggiamenti del capodanno bengalese, si è svolta la manifestazione che ha celebrato il Natale della religione Sikh, cioè la commemorazione della nascita di uno dei dieci Guru. Un corteo ha sfilato per le vie dell'Esquilino in un tripudio di colori e canti, fino a raggiungere il luogo destinato alla celebrazione vera e propria della festività. Al centro della piazza i teli stesi per terra delimitavano l'area di preghiera; in un clima di serenità e fratellanza, ecco un'altra occasione di integrazione tra la comunità Sikh e i romani, i quali hanno così potuto conoscere la cultura e la tradizione di questo popolo originario del Punjab. La comunità Sikh, che ad oggi conta circa 30.000 persone nella regione Lazio, è stata protagonista, qualche giorno prima, di un'importante manifestazione per i diritti dei lavoratori Sikh nelle periferie agricole laziali. Da anni, ormai, i braccianti sono al centro di una protesta contro il fenomeno del caporalato che affligge particolarmente l'Agro Pontino e in generale il Lazio. Infatti i lavoratori Sikh sono costretti a sostenere estenuanti ore lavorative, più di 12 al giorno, per una paga irrisoria di 3,50 euro l'ora, non sempre corrisposta. Spesso vivono in condizioni igienico-sanitarie precarie, in appartamenti sovraffollati e, a volte, privi dei servizi essenziali. In più di 3.000, lunedì 18 aprile, sotto l'ala protettiva della Cgil e dell'associazione "In migrazione", i braccianti hanno manifestato a Latina chiedendo ai datori di lavoro i salari arretrati e, nello specifico, una retribuzione più dignitosa dei 3,50 euro l'ora ed il riconoscimento dei loro diritti. L'integrazione ed il rispetto del valore umano passano anche attraverso manifestazioni come queste, occasioni utili per tener fede alla propria identità culturale e religiosa, ma soprattutto ad identificarsi con una categoria, quella dei lavoratori, che, in ogni caso, deve trascendere dalle differenze etniche.