Austria, il nuove presidente è il verde Van Der Bellen

26/05/2016 di Redazione
Austria, il nuove presidente è il verde Van Der Bellen

È stato il voto per corrispondenza a ribaltare l'esito delle presidenziali austriache, dopo il testa avvenuto al termine dello spoglio del secondo turno, in cui si sfidavano il candidato dei verdi Van der Bellen e quello dell'ultradestra nazionalista Hoffer.
Secondo i dati del ministro dell'Interno, Wolfgang Sobotka, Van der Bellen è il nuovo presidente del Paese: ha vinto con un vantaggio di 31.026 voti (50,3%), mentre Hofer ha ottenuto il 49,7%. L'affluenza è stata record, del 72,7%. In Austria su poco più di sei milioni di elettori, sono circa 900 mila le persone (il 14% del corpo elettorale), che avevano chiesto di votare per corrispondenza a questo scrutinio. L'appuntamento elettorale austriaco è stato seguito da vicino in Europa, perché emblema di due questioni chiave in Europa: il crollo elettorale dei partiti di centro, che hanno segnato una lunga stagione di bipolarismo in molti paesi Ue, e l'avanzata delle destre nazionaliste, con il loro portato di populismo e rifiuto del multiculturalismo. Nonché per il timore di veder costruire un muro al Brennero.
Van der Bellen, ex professore universitario di 72 anni, è di orientamento liberale e centrista. Per dieci anni a capo dei Verdi, sotto la cui guida è diventato il quarto partito, è chiamato a diventare il primo candidato verde ad essere eletto alla massima carica dello Stato austriaco e il solo in Europa attualmente. Accreditato con il 21,3% dei voti al primo turno, nettamente indietro rispetto a Hofer, Van der Bellen ha beneficiato di una aumentata partecipazione elettorale e dei voti dei partiti tradizionali che avevano subito una storica sconfitta al primo turno delle presidenziali ad aprile.
Era però Hofer il grande favorito del ballottaggio. Arrivato ampiamente in testa al primo turno, con il 35% dei voti, Hofer aveva fino a ieri un vantaggio di 144.006 voti al termine dello scrutinio delle schede deposte nelle urne. Ma lo spoglio del voto postale, tradizionalmente sfavorevole allo Fpoe, ha alla fine fatto pendere la bilancia a favore del candidato verde.