DDL Cirinnà:  il sì della Camera per la legge sulla unioni civili

12/05/2016 di Redazione
DDL Cirinnà:  il sì della Camera per la legge sulla unioni civili

Il 10 Maggio 2016 si è apposta la fiducia alla Camera per il DDL Cirinnà, l'ex decreto tanto discusso in questi mesi che mira a normalizzare le Unioni civili, sia per coppie dello stesso sesso e per etero. Infatti, la nuova legge, prevede una differenziazione degli Istituti deputati al riconoscimento ufficiale della coppia: Unioni civili, per coppie omosessuali e Convivenze per coppie etero. Entrambe le istituzioni prevedono diritti e doveri con alcune sostanziali differenze, nel primo caso (coppie gay) esistono doveri della coppia molto forti (all'assistenza morale, alla coabitazione) ed è prevista, nei diritti, la reversibilità mentre, nel secondo (coppie etero), quest'ultima non è contemplata ed anche i doveri previsti risultano minori. Le norme sulla stepchild adoption sono state stralciate. Nel maxi-emendamento e' stata inserita una dicitura ultronea: "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti", che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali, per via giurisprudenziale, di concedere la stepchild adoption ai singoli casi concreti. La legge è quindi passata per la fiducia alla Camera con 369 sì, 193 no e due astenuti con una maggioranza valida a 282 votanti. Tra le divisioni della maggioranza con l'ala cattolica, con le opposizioni in rivolta che annunciano barricate e la Chiesa Italiana che giorni fa aveva espresso perplessità sull'utilizzo della fiducia, ritenendola "una sconfitta per tutti". Parole di giubilio, invece, quelle del presidente del consiglio Matteo Renzi in seguito alla votazione: "è un giorno di festa, basta ritardi". L'11 maggio la ricorderemo senza dubbio come una data importante per il nostro paese che però, in tema di riconoscimento dei diritti, ha ancora tanta strada da percorrere. La nuova legge mantiene la netta separazione del matrimonio dall'unione civile senza renderli paritariamente alternativi ma sanzionando un diverso peso giuridico tra i due istituti. Da un lato, infatti, il matrimonio eterosessuale va celebrato nel rispetto di tutte le forme previste per legge, perché è l'istituto di serie A per la tutela della famiglia. Dall'altro lato, l'unione civile - proprio perché dotata di un riconoscimento giuridico e sociale inferiore - sorge come effetto naturale di una norma appena si verifichino i presupposti di fatto da essa previsti (rettificazione degli atti dello stato civile, volontà delle parti di rimanere unite, scioglimento automatico del matrimonio) senza troppi clamori. Di fatto, l'11 Maggio, le autorità legislative hanno chiesto del tempo in attesa di un momento migliore, di una coscienza sociale sensibile ai temi dei diritti paritari.