Grecia, parlamento taglia le pensioni e alza l'Iva. Proteste nel Paese e discussione sul debito rimandata al 24 maggio

12/05/2016 di Redazione
Grecia, parlamento taglia le pensioni e alza l'Iva. Proteste nel Paese e discussione sul debito rimandata al 24 maggio

Nonostante giorni di scioperi e proteste, le misure anti austerità sono state approvate da Atene: scelta obbligata per ricevere gli aiuti economici internazionali. Il Parlamento greco domenica ha approvato una dolorosa riforma pensionistica e fiscale, scatenando la reazione di Atene, dove un grande corteo anti-austerità ha mostrato tutta la rabbia di un popolo tradito dai vertici europei con scontri durati ore fra i manifestanti e le forze dell'ordine. La manovra istituisce una pensione minima di 384 euro al mese per 20 anni di contribuzione ma riduce il numero degli enti previdenziali, prevede tagli alle pensioni più elevate e l'aumento dei contributi previdenziali (passano al 20% con il 13,6% a carico dell'imprenditore e il 6,7% del dipendente) e delle tasse, soprattutto per i redditi medio alti.
Le nuove norme approvate dal governo valgono 3,6 miliardi di euro tra aumenti di entrate e tagli alle spese, una condizione richiesta da Ue e Fmi per varare la seconda tranche del terzo piano di aiuti internazionali da 86 miliardi di euro (approvato l'estate scorsa) che consentiranno ad Atene di evitare il default. La Grecia è infatti chiamata a versare entro luglio 3,5 miliardi di euro di debiti in scadenza (soprattutto nei confronti della Bce).
Nonostante la manovra lacrime e sangue, l'Eurogruppo straordinario che avrebbe dovuto sbloccare la seconda tranche di aiuti del pacchetto negoziato la scorsa estate è finito con un nulla di fatto. Se ne riparla il 24 maggio, quando sarà pronto il rapporto sul debito in preparazione da parte dell'Euro working group, in pratica gli sherpa dei ministri delle Finanze dell'Eurozona. Come ha annunciato il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, nei prossimi giorni sarà messo a punto un accordo tecnico per l'esborso dei fondi. Il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble si è detto "fiducioso" in un'intesa entro maggio ma sul debito ha ribadito che non si può parlare di un alleggerimento senza avere prima un'analisi sulla sua sostenibilità.