Idomeni: la più grande deportazione degli ultimi decenni in territorio europeo

26/05/2016 di Redazione
Idomeni: la più grande deportazione degli ultimi decenni in territorio europeo

Migliaia di migranti, bloccati da mesi nel campo di fortuna di Idomeni, al confine settentrionale della Grecia con la Macedonia, sono stati sgomberati martedì 24 Maggio alle prime luci dell'alba. Molti di loro sono stati trasferiti ad 80 km a sud, a Salonicco, in impianti militarizzati appositamente progettati dall'UE. Il confine tra Grecia e Macedonia era stato chiuso e messo sotto controllo delle autorità già nel mese di marzo. Da quel momento sono succedute manifestazioni per l'apertura del confine, diversi i tentativi di forzare le reti, staffette di solidarietà e di denuncia internazionale e scontri con la polizia greco-macedone.
La mattina del 24 i migranti hanno visto alzarsi in volo diversi elicotteri della polizia  ed entrare, all'interno del campo, un ingente schieramento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Già durante la notte di lunedì si era percepita l'intenzione di sgombero dopo che l'ambulatorio medico indipendente era stato fatto uscire dal campo in presenza di alcune autorità in borghese. Alle 8 del mattino, barricato l'accesso al campo per chiunque volesse penetrarvi per documentare o portare sostegno, sono cominciate le prime operazioni senza l'uso della forza. Ad attendere i profughi, una coda di pullman parcheggiati appena fuori il campo e camion carichi di tende da portare al macero si sono susseguiti per l'intera giornata.   Se si può dire che lo sgombero del campo è avvenuto senza l'uso della forza, non si può dire che non ci siano stati forme di violenza e soprusi. Le ruspe sono entrate in azione il 24 maggio lasciando alle persone che da mesi si trovavano li solo il tempo di recuperare le borse ed i vestiti, spianando le tende ed il terreno; il campo per quanto fosse un luogo impervio aveva dato la possibilità alle persone di autogestirsi e stringere relazioni di mutuo-aiuto, paradossalmente aveva permesso di sentirsi in un ambiente più simile ad una casa solo perchè era possibile fare piccole attività come cucinarsi il cibo. Nei campi militarizzati tutto ciò è impossibile e per chi non sa quale sarà il proprio futuro questi aspetti non appaiono in alcun modo marginali. Sospesa la distribuzione di cibo e abbattuta una prima parte del campo, le operazioni sono terminate in tarda serata per poi riprendere, nel silenzio del mondo circostante, nella mattina del 25 maggio.