L'Europa si chiude, cresce voglia di confini. Solo i giovani in controtendenza

12/05/2016 di Redazione
L'Europa si chiude, cresce voglia di confini. Solo i giovani in controtendenza

I dati del sondaggio di Pragma di febbraio 2016 per l'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, curato da Demos per la Fondazione Unipolis mostra una crescente "voglia di confini" nei paesi europei, dove coloro che "insistono" a rivendicare frontiere aperte, in Europa, costituiscono una minoranza limitata. A volte molto limitata. La maggioranza dei cittadini vorrebbe infatti reintrodurre i controlli anche a costo di rinunciare a Schengen. La metà delle persone intervistate in Italia sarebbero d'accordo con questa prospettiva.
Ad avere fiducia in un'Europa senza confini restano per lo più i giovani, mentre nella maggioranza della popolazione dilaga un sentimento di paura e la conseguente tendenza alla chiusura.
La bassa percentuale di "aperti" è in diretta connessione con l'aspetto demografico del nostro Paese, che è forse il più vecchio dell'Ue. Al calo democrafico si aggiunge il sempre maggiore fenomeno dell'emigrazione, che riguarda soprattutto i giovani, e in maggiore misura i giovani altamente qualificati. Si stima che l'Italia abbia perso nell'ultimo anno 100 mila abitanti. Un dato allarmante, che riporta il Paese ai tempi della Prima Guerra Mondiale.
In Germania invece, stando ai dati del sondaggio, il pensiero comune sull'immigrazione rispecchierebbe un approccio più "selettivo", a favore per le componenti più professionali e istruite dei migranti.
Il ritratto che esce del Belpaese è quello di una nazione vecchia e sempre più impaurita. Insomma, contrastare l'emigrazione e garantire ai giovani del paese un futuro nel posto dove hanno vissuto e studiato, potrebbe essere anche un buon antidoto alla crescente xenofobia. E una speranza per costruire una società multiculturale in grado di rispondere alle sfide del nostro tempo.