Piano Alfano, chiude lo SPRAR di Ventimiglia e continuano i soprusi

12/05/2016 di Redazione
Piano Alfano, chiude lo SPRAR di Ventimiglia e continuano i soprusi

Il centro di accoglienza per migranti di Ventimiglia va chiuso il più presto possibile»: queste le prime parole pronunciate dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, appena arrivato nella stazione di Ventimiglia il 7 maggio scorso. Alle parole è seguito il provvedimento della Prefettura di Imperia che, due giorni dopo, ha chiuso le porte dello SPRAR di Ventimiglia. L'intento dichiarato del ministro Alfano è quello di scoraggiare nuove partenze con l'arrivo dell'estate e Ventimiglia rappresenta il luogo di confine tra l'Italia ed il nord Europa. Già lo scorso anno, dopo la chiusura della frontiera francese con l'Italia, abbiamo assistito allo sgombero forzato dei centinaia di migranti e attivisti arroccati sulle scogliere. Quello che preoccupa, e che non smette di generare sdegno, è la totale assenza di cambio di rotta riguardo le politiche sull'accoglienza ad un anno di distanza e con nuove centinaia di morti in mare. In questi giorni, lo Sprar stava ospitando un numero minimo di migranti e, a seguito della chiusura, gli ultimi ospiti sono stati trasferiti nel centro di Montalto. Nel "Piano Alfano" rientra, oltre all' ordinanza comunale di non somministrare generi alimentari agli stranieri (valida anche per la Croce Rossa), anche il rafforzamento della questura e dell'ufficio di frontiera. Sono già stati inviati 60 poliziotti e altrettanti uomini dell'esercito. Secondo quanto riportato dagli attivisti internazionali che lavorano sul confine, sarebbe aumentato il numero dei fermi da parte della questura e tanti sarebbero i migranti deportati con l'uso della forza negli uffici per le procedure di identificazione, rilasciati con un foglio di via e la conseguente espulsione valida in tutta Europa. Tante le testimonianze di minacce e violenze fisiche subite e con il centro chiuso aumenta la paura di chi rimane fuori dal circuito.