Rapporto BeFree: Europa, 23.632 persone vittime di tratta

26/05/2016 di Redazione
Rapporto BeFree: Europa, 23.632 persone vittime di tratta

Il 18 maggio è stato presentato in conferenza stampa il Rapporto "Inter/Rotte: storie di tratta, percorsi di resistenze", studio curato da BeFree Cooperativa Sociale con il sostegno dell'Open Society Foundation. Il rapporto prende in esame la sezione femminile del Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria, ovvero uno dei sei centri esistenti oggi sul territorio nazionale (assieme a Torino, Bari, Trapani e Caltanissetta, Crotone) mettendo in luce nodi e modalità emergenti nella tratta degli esseri umani, soprattutto donne nigeriane trafficate a scopo di sfruttamento sessuale. L'intento è quello di evidenziare nuove strategie messe in campo dai trafficanti ed identificare possibili soluzioni. Le politiche europee risultano ancora inadeguate rispetto al tema dello sfruttamento ponendo in campo un sistema di accoglienza e identificazione mirato a rimpatri forzati attenzione particolare per le questioni legate al genere. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro, ben l'80% delle 23.632 persone stimate vittime di tratta in Europa tra il periodo 2008-2013 sono donne. Donne cinesi, rimaste fuori dal sistema di protezione previsto dalla normativa italiana, trafficate principalmente a scopo di sfruttamento la lavorativo, donne nordafricane che hanno subito abusi nei Paesi di origine. Secondo quanto emerge dallo studio di BeFree, la legge approvata dal Parlamento italiano nel 1998 risulta inefficace per via dell'assenza di un sistema di Banca Dati centralizzata che permetta di identificare correttamente chi è oggetto di traffico e violenza.
Recente alla memoria il caso delle 66 donne e bambine nigeriane trasferite nel CIE di Ponte Galeria subito dopo lo sbarco avvenuto nelle coste di Lampedusa. Le dichiarazioni rilasciate parlano di abusi e violenze continue durante il viaggio verso l'Italia. Attraverso 100 interviste, il rapporto "Inter/Rotte: storie di tratta, percorsi di resistenze" ci racconta una parte della realtà, dalla parte delle donne libiche che hanno vissuto lo sfruttamento nel conflitto siriano e che continuano a vivere l'inadeguatezza di un mondo che resta in silenzio