Stop al cemento entro il 2050, ma la riforma scontenta tutti

12/05/2016 di Redazione
Stop al cemento entro il 2050, ma la riforma scontenta tutti

Un disegno di legge per contenere il consumo di suolo potrebbe avere a breve il via libera della Camera per la sua discussione. La proposta non è nuova e ha impiegato ben 4 anni per arrivare in Parlamento. L'obiettivo, ambizioso, è quello di tutelare i nostri paesaggi, ridurre gradualmente la cementificazione indiscriminata e arrivare entro il 2050 al "consumo zero" di suolo fertile. Già, perché in Italia si perdono sette metri quadrati di terra fertile persi al secondo, 80mila ettari consumati dal 2012 a oggi, un'estensione pari a otto volte Parigi. I dati allarmanti dell'ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore di ricerca ambientale) dimostrano che il nostro Paese ha un livello di consumo di suolo tra i più alti in Europa, nonostante le caratteristiche orografiche del territorio e l'elevato rischio idrogeologico. Ma se negli ultimi trent'anni sono stati divorati 5 milioni di ettari di terreni agricoli, una media di 80 campi da calcio al giorno, evidentemente il cemento ha avuto la meglio.
Se anche il disegno di legge dovesse arrivare, come previsto e auspicabile, in discussione al Parlamento, il suo iter si prospetta tutt'altro che semplice: i rigidi vincoli hanno messo in allarme l'Anci, e a forza di emendamenti e deroghe, il testo originario è cambiato parecchio. Per gli intransigenti difensori del suolo e dell'ambiente, ormai il testo sarebbe stato svuotato di senso e di efficacia, mentre per altri si tratta, tuttavia, di un buon compromesso.
Sta di fatto che la continua perdita di terreno agricolo costringe il nostro Paese a dipendere sempre più dall'estero per le risorse alimentari. Secondo il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, "L'Italia ha bisogno di questa legge per tutelare l'agricoltura e conservare il paesaggio". Non resta che attendere la fine dell'iter legislativo.