Un gommone in classe per spiegare la tragedia dei profughi

12/05/2016 di Redazione
Un gommone in classe per spiegare la tragedia dei profughi

All'Istituto Valente di via Prenestina, alla periferie est di Roma, è andata in scena una lezione di vita con tanto di gommone gonfiabile ed effetti speciali. Nell'aula buia, da uno stereo arriva il rumore delle onde del mare, e i docenti, che si fingono scafisti danno ordine ai passeggeri. Voci severe che accompagnano questo viaggio immaginario dei ragazzi accovacciati nel gommone. Il gioco di ruolo "Pianeta Migranti" della onlus Cies - già approdato in dieci scuole romane, ma presto ne coinvolgerà molte altre in tutta Italia - permette agli alunni delle medie di mettersi nei panni di migliaia di migranti che ogni anno raggiungono via mare l'Italia.

Il format è sempre lo stesso: gli studenti vengono bendati, consegnati nelle mani degli scafisti e fatti salire su un gommone. C'è chi ride, chi fa battute per esorcizzare la paura, chi non dice più una parola e c'è anche qualcuno che si commuove e per un attimo prova davvero paura e cerca conforto negli insegnanti. Alcuni sono riconosciuti come rifugiati, altri respinti, e finiscono così nel circuito dello sfruttamento. Entra in scena, ancora in un'altra aula, l'aguzzino che offre ai bimbi-migranti un lavoro: dal venditore di rose a quello di borse. C'è anche chi sarà costretto a prostituirsi.
La prima volta della mostra-teatro sui migranti è stata vent'anni fa negli studi di Cinecittà. Pino Gordiani del Cies ha spiegato che in quell'occasione ci furono oltre 50 mila visitatori. La preside dell'istituto Valente, Rosa Maria Lauricella, è convinta della bontà del progetto: "È un percorso forte, ma se sono un migrante ricomincio da chi mi accoglie. D'altronde, nonostante la scuola argini la xenofobia, ci sono ancora molti pregiudizi che noi cerchiamo di sconfiggere. Lo straniero è una realtà sempre più vicina ai bambini, nel nostro istituto ne abbiamo una ventina non accompagnati tra i 7 e 12 anni che vivono in strutture di accoglienza".