Unite contro la violenza maschile sulle donne e contro il razzismo

19/05/2016 di Redazione
Unite contro la violenza maschile sulle donne e contro il razzismo

Lo scorso 6 maggio una ragazza di 27 anni è stata stuprata in un casale diroccato del Prenestino, nei pressi di via Teano. Qualche giorno dopo, nella zona, un presidio in solidarietà della vittima si è trasformato nella passerella elettorale di quei gruppi di estrema destra che sempre più spesso cavalcano i fatti di cronaca per inneggiare al razzismo e alla chiusura delle frontiere. Per questo alcuni collettivi femministi hanno deciso di convocare una manifestazione per venerdì 20 maggio, per dire che la violenza sulle donne la fanno gli uomini, non necessariamente stranieri. Infatti, i numeri sconcertanti dei casi di violenza a danno delle donne nel nostro Paese, dimostrano che la maggior parte dei casi coinvolgono uomini di nazionalità italiana, molto spesso appartenenti al nucleo familiare delle vittime, o comunque uomini di loro conoscenza. Così, come nei casi più eclatanti delle violenze che si sono verificate in Germania la notte di Capodanno, gruppi di donne hanno deciso di dimostrare solidarietà alla ragazza stuprata in via Teano e a tutte le donne, ma anche a coloro che ingiustamente pagano le conseguenze del razzismo.

Di seguito il comunicato di lancio della manifestazione:

Dopo lo stupro di una donna avvenuto pochi giorni fa nei pressi di via Teano e il vile tentativo di strumentalizzarlo a fini razzisti e securitari, scendiamo in strada per esprimere la nostra solidarietà a Besjana e a tutte le donne che hanno subito e subiscono violenza ogni giorno nelle case, nei posti di lavoro, nelle strade e in ogni dove.
La violenza maschile contro le donne è sistemica, le offende, le molesta, le percuote, le stupra, le tratta come oggetti identificandole esclusivamente nelle funzioni sessuale e riproduttiva. E' la violenza del femminicidio e colpisce tutte.
Mentre si sbandierano slogan a difesa delle donne, nella realtà si rende di fatto inaccessibile l'aborto, si attaccano i consultori e i centri antiviolenza, che sono sempre insufficienti, si precarizzano le vite.
Il corpo delle donne da sempre strumentalizzato e abusato, diventa terreno di conquista economica, politica e sociale.
La violenza maschile non è un'emergenza come vorrebbero farci credere per approvare i pacchetti sicurezza, per riempire i C.I.E., per costringere le donne al loro posto: è strutturale e quotidiana. Le strumentalizzazioni securitarie sono un'ulteriore violenza contro le donne  perché spostano l'attenzione per dissimulare un problema molto più profondo: il patriarcato.
Si vuole imporre sempre la stessa ricetta: il controllo sul corpo delle donne agito da uomini che, indossino la fede o la divisa, vorrebbero privarci  della  nostra autodeterminazione.
Nessuna delega: la prima parola e l'ultima sul corpo delle donne è delle donne- Le strade libere le fanno le donne che l'attraversano Rivendichiamo l'autodifesa e la solidarietà femminista

Concentramento alle19,00 a Largo Agosta.
Il percorso è il seguente: Largo Agosta, via Anagni, via Teano, via Partenope, via Marcianise, via Telese, Prenestina, Largo Preneste.