Brexit, Gran Bretagna verso il referendum

23/06/2016 di Redazione
Brexit, Gran Bretagna verso il referendum

Brexit o Bremain. Giorno epocale per l'Europa, questo 23 giugno in cui la Gran Bretagna sarà chiamata alle urne per sancire l'uscita o la permanenza del Paese dell'Unione Europea. Nonostante il poco amore verso l'UE non sia certo una novità oltremanica, il governo Cameron sta affrontando una situazione che non si prospetta per nulla semplice. Un referendum che sta mettendo in fibrillazione l'Europa e il mondo intero (lo stesso presidente Usa Barack Obama si è esposto invitando a votare no).
La tensione nel paese è molto alta, soprattutto per l'escalation di violenza. Ricordiamo il barbaro omicidio della deputata laburista Helen Joanne Cox, di 41 anni, uccisa nei pressi della sua abitazione da un invasato nazionalista che avrebbe gridato "Britain First!" prima di toglierle la vita con colpi di arma da taglio e da fuoco. Dopo giorni di silenzio e lutto nazionale le campagne per il sì e per il no sono riprese con vigore.  
L'attuale premier britannico Cameron è al centro di forti attacchi in patria, dove è accusato di non prendere una posizione netta e definitiva, dando l'idea di non essere lui per primo pienamente convinto del Brexit.
La Gran Bretagna, euro o non euro, è comunque uno Stato importante in Europa, e non solo, e, d'altro canto, far parte dell'UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto decisioni importanti in materia di economia e geopolitica. Notizie e approfondimenti, come si sviluppa e viene vissuta la questione Brexit in patria e in Europa, le possibili conseguenze di un addio della Gran Bretagna all'UE. Le conseguenze in termini di stabilità economico-finanziaria e politica potrebbero essere di enorme portata. Per questo il mondo resta appeso all'esito di questa giornata elettorale. Mario Draghi, presidente Bce, ha detto che la Banca centrale è pronta a qualsiasi situazione. Così anche la Fed americana. Intanto gli ultimi sondaggi danno i no in vantaggio sui si, mentre sportivi, economisti, industriali tentano di dare indicazioni di voto a favore della permanenza nella UE. Nell'attesa di sapere come andrà a finire ecco, giorno per giorno, i sondaggi e le principali polemiche politiche che dividono i sostenitori del No (Remain) da quelli del Sì (Leave). I fautori dell'uscita dall'Europa non possono sopportare che il Regno Unito abbia perso sovranità nelle molte aree in cui l'Ue ha competenza. Detestano il fatto che la Gran Bretagna debba accettare decisioni prese a Bruxelles anche quando ha espresso la sua posizione contraria.