Critical Mass e l’inaugurazione della pista ciclabile a Roma, un modo intelligente di attraversare le strade

01/06/2016 di Redazione
Critical Mass e l’inaugurazione della pista ciclabile a Roma, un modo intelligente di attraversare le strade

Anche quest'anno Critical Mass Roma ha festeggiato l'arrivo dell'estate raggiungendo il litorale con i più disparati "mezzi a spostamento muscolare". L'evento, intitolato "Tutti ar mare", ha intercettato infatti numerosi appassionati delle due ruote (e non solo) che, riuniti a San Paolo, il 22 maggio hanno attraversato l'arteria che collega il centro città al mare, per raggiungere la famosa Rotonda di Ostia. Critical Mass da anni si concentra sul diritto di utilizzare le strade in modo diverso puntando l'attenzione sul deteriorarsi della qualità di vita, a partire dai livelli di inquinamento dell'aria e di quello acustico che i mezzi a motore creano nelle grandi città. Il 27 maggio è stata anche inaugurata la prima pista ciclabile a Roma interamente realizzata con asfalto  riciclato, a basso impatto ambientale e ad altissima durata,. Si tratta di un primo esperimento, nato dalla partnership tra Ama Spa, detentore unico di un brevetto per la realizzazione di un prodotto derivato da rifiuti solidi urbani (MB: "Mineralized Biomass" ) e Iterchimica, tra i maggiori leader nel campo degli additivi per l'asfalto, in collaborazione con  Biciroma, movimento nato in seno alla onlus Associazione  Due Ruote d'Italia.  Si tratta di 500 metri di pista su lungotevere Oberdan e dimostra che attraverso l'utilizzo di additivi di ultima generazione è possibile dar vita a pavimentazioni stradali con percentuali altissime di asfalto riciclato (fino al 100%), abbassando le temperature di lavorazione, con un conseguente risparmio di energia e riduzione dei vapori bituminosi, aumentando di quasi il doppio la vita delle  pavimentazioni grazie a speciali polimeri.  
Secondo il barometro della Federazione ciclisti europea (ECF), l'Italia nel 2015 risulta al 17esimo posto per uso della bici rispetto agli altri Paesi europei eppure, ogni anno, si contano più di 249 morti per le strade. Nei Paesi Bassi sono 112, giusto per farsi un'idea, nonostante l'enorme maggior numero di ciclisti. Peggio di noi solo la Germania (12% di persone che usano la bici in un giorno qualsiasi contro il nostro 6%, e 354 morti) e la Polonia (7% di ciclisti, 304 morti). Il dato è sconcertante: praticamente non usiamo la bici, ma - in rapporto - ci perdiamo la vita più di chiunque altro.