Giornata del rifugiato, Mattarella visita il centro Astalli

23/06/2016 di Redazione
Giornata del rifugiato, Mattarella visita il centro Astalli

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita al Centro Astalli di Roma. Il Centro San Saba è il primo centro di accoglienza aperto a Roma dal Centro Astalli. Pochi anni dopo l'apertura della mensa di via degli Astalli, nel 1989 si è iniziato proprio da qui a dare ospitalità ai primi rifugiati durante un inverno particolarmente rigido.
Mattarella ha incontrato 200 rifugiati che hanno presentato domanda d'asilo in Italia e ascoltato le testimonianze di molti loro. Storie di viaggi travagliati, di fughe e di famiglie lontane.
Dopo una visita ai locali del Centro, P. Camillo Ripamonti ha presentato al Presidente una famiglia del Burkina Faso, un giovane rifugiato somalo e una giovane donna afghana che gli hanno consegnato due pubblicazioni che il Centro Astalli ha voluto donare per ringraziarlo della sua visita: una raccolta di testimonianze di rifugiati accolti dai vari servizi dell'Associazione e una raccolta di racconti scritti da studenti italiani di scuole superiori di diverse città italiane che hanno avuto modo di incontrare e conoscere i rifugiati nell'ambito delle attività didattiche del Centro Astalli.
La giornata si è conclusa nel cortile esterno della struttura quando dopo il saluto di P. Camillo Ripamonti, Il Capo dello Stato ha ascoltato tre testimonianze di rifugiati. Si tratta di Felix del Burkina Faso, Parvin dell'Afghanistan e Aweis, rifugiato somalo, arrivato in Italia dopo aver subito le minacce di Al Shabaab e  dopo aver affrontato un lungo viaggio di cui ancora oggi ha un ricordo indelebile e doloroso. Un incontro che si è tenuto in estrema celebrità, lontano dai cerimoniali: in cerchio sul prato rigoglioso del parco della basilica, guardandosi tutti negli occhi.
"Negli occhi dei rifugiati la nostra storia". è proprio il titolo scelto dal Centro Astalli per la campagna 2016: scelto indicare lo sguardo che spesso un rifugiato è costretto a tenere basso a causa della sopraffazione, del'umiliazione e della violenza subita. Occhi per dire ciò che quegli occhi hanno visto: tanto dolore, distruzione, morte e ingiustizia. Ma occhi anche per trasmettere un desiderio di bellezza, di giustizia e di vita. Occhi che aspirano alla felicità.
"Di fronte al fenomeno migratorio vi sono due scelte: una è far finta che non esista, illudendosi che per fermarlo basti qualche barriera ai confini tra gli Stati, senza rendersi conto che è un fenomeno epocale. L'altra è affrontarlo e governarlo con senso di responsabilità, con politiche serie e concrete che garantiscano sicurezza. Occorre una scelta e la scelta che abbiamo fatto sempre è la seconda. Occorre che la faccia anche l'Europa" ha commentato il Presidente della Repubblica nel suo intervento di saluto davanti ai rifugiati presenti.