Giornata mondiale contro la tortura: in Italia dedicata a Giulio Regeni

30/06/2016 di Redazione
Giornata mondiale contro la tortura: in Italia dedicata a Giulio Regeni

Il 26 giugno ricorre la Giornata Mondiale contro la tortura. Una ricorrenza che quest'anno è stata celebrata in 55 paesi nel mondo. L'associazione Amnesty International nel 2014 ha lanciato la campagna "Stop alla tortura" per denunciare come, a 31 anni dall'entrata in vigore della Convenzione dell'Onucontro la tortura, ratificata da 157 Paesi, sono migliaia le persone che subiscono torture in ogni parte del mondo. Quest'anno, in particolare, a cinque mesi dal rapimento e dall'omicidio di Giulio Regeni, Amnesty rilancia l'appello per tenere viva la battaglia che punta a ottenere la verità sulla morte del giovane ricercatore friulano morto al Cairo a inizio anno. L'hashtag #veritapergiulioregeni è in poche ore diventato trending topic.
Si intensificano le pressioni sul governo per introdurre nel codice penale il reato di tortura. Tanti gli appelli, su tutti la petizione lanciata su Change.org da Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi. Il 23 giugno ha incontrato il ministro della Giustizia Andrea Orlando per consegnare le prime 226.000 firme per l'introduzione del reato di tortura in Italia e contro la violenza di Stato. Con lei l'avvocato Fabio Anselmo: "L'Italia è l'unico Paese dell'Unione Europea nel quale ancora non esiste questo reato e, nonostante la Corte di Strasburgo abbia condannato il nostro Paese per i gravi fatti del G8 di genova del 2001 e abbia più volte sollecitato il Governo italiano per l' approvazione di questa legge, siamo ancora piuttosto lontani dal compiere questo doveroso gesto di civiltà e di umanità", ha detto. "Sta passando il concetto - continua Anselmo - "per cui una legge di questo tipo legherebbe le mani alle forze dell'ordine, impedendo di garantire sicurezza ai cittadini. Questo è un messaggio sbagliato: la sicurezza parte dal rispetto dei diritti umani e tutta Europa ci sta guardando su questo punto", ha concluso.Intanto, il Senato ha approvato l'emendamento al decreto legge missioni che blocca la fornitura di pezzi di ricambio degli F-16 all'Egitto. Il sì all'emendamento cosiddetto "Regeni", proposto da Sinistra Italiana, - che modifica il comma 6 dell'articolo 4 del provvedimento - arriva con 159 voti favorevoli, 55 contrari e 17 astenuti dopo un lungo e animato dibattito. Sull'emendamento il governo si era rimesso all'Aula. Un segnale per continuare a tenere sotto pressione l'opinione pubblica, senza essere apertamente ostile contro il governo egiziano.
"È la prima volta, come Parlamento, che abbiamo la possibilità con un'iniziativa di manifestare il bisogno di accelerare i tempi della verità" sul caso Regeni. Ciò che facciamo è un atto che vuole sollecitare questo obiettivo senza compromettere alcun tipo di relazione", ha spiegato Nicola Latorre, presidente della Commissione Difesa.