Idomeni: a una settimana dallo sgombero la situazione resta critica

01/06/2016 di Redazione
Idomeni: a una settimana dallo sgombero la situazione resta critica

Una settimana dopo lo sgombero la situazione nelle vicinanze di Idomeni e Salonicco resta critica, o addirittura "tragica", come riferisce una staffetta di attivisti italiani della rete Communianet partiti per monitorare la situazione in Grecia dopo lo sgombero del campo profughi autocostruito che è diventato uno dei simboli più noti di questo stallo nella politica europea dell'immigrazione.
A seguito dello sgombero, tutti i volontari e gli attivisti presenti a Idomeni sono stati costretti a lasciare la zona. Alcuni però sono rimasti dentro a filmare, mentre la gente veniva obbligata a salire sugli autobus diretti ai campi militari. Alle loro spalle i caterpillar erano già pronti a distruggere tutto quello che era stato creato in mesi e mesi. Da Giovedì scorso le 8.600 persone che popolavano Idomeni sono state smistate in diversi campi attorno a Salonicco. "Le caratteristiche di questi campi sono la divisione per nazionalità (afghani, siriani-arabi, siriani-curdi e iracheni), la location (sempre in zone industriali o comunque lontane dai centri abitati), e le strutture. Si tratta quasi sempre di magazzini o fabbriche dismesse o aree militari adattate per l'occasione: in quasi tutti i centri le tende militari sono state montate all'interno degli hangar presenti oppure fuori nelle enormi piazzole dove i bambini giocano sull'asfalto sotto il sole che sfiora i 30 gradi". Gli attivisti italiani riferiscono i dettagli di una situazione al limite: bagni sporchi e insufficienti per tutti, docce senza acqua calda, scarsa pulizia del campo, presidi medici insufficienti. Appesa a un filo invece, la questione delle ricollocazioni in altri paesi e sull'iter per la presentazione della richiesta d'asilo. Le poche organizzazioni ammesse (quasi tutte istituzionali) faticano a rispondere alle richieste degli abitanti del campo. L'accesso è interdetto ai volontari indipendenti e - soprattutto - ai giornalisti.
Una pagina vergognosa per l'Europa e per il governo greco, che sembra destinata a replicarsi: sembra infatto che il governo greco intenda sgomberare gli altri campi non ufficiali presenti nella zona di Polycastro-Idomeni, campi tutti messi in piedi in stazioni di servizio: La Eko station occupata da circa tre mesi da circa 1.500 tra siriani e iracheni; l'Hotel Hara, dove sono presenti più di 600 persone tra siriani e afghani; la BP Station, che ospita circa 300 tra siriani, pakistani, marocchini e algerini.