L'Austria avvia i lavori per la costruzione di un hotspot al confine con l'Italia

09/06/2016 di Redazione
L'Austria avvia i lavori per la costruzione di un hotspot al confine con l'Italia

Al valico di Tarvisio si sta lavorando per predisporre le strutture logistiche che dovrebbero servire qualora i profughi provenienti dal Mediterraneo dovessero scegliere questa strada per entrare in Austria. L'area interessata è quella lungo la strada statale, a ridosso degli edifici che prima di Schengen ospitavano la Gendarmeria austriaca e che ora ospitano il Centro di cooperazione trinazionale di polizia. Al momento, spiegano le autorità austriache, non ci sono le condizioni per attivare la struttura, che è stata predisposta qualora si verificasse la necessità di infittire i controlli. All'iniziativa austriaca hanno fatto eco numerose critiche: dall'inizio dell'anno, infatti, sono stati appena una trentina i migranti che hanno attraversato la frontiera, mentre risultano essere oltre tremila quelli entri in Friuli dalla Carinzia. Le strutture in allestimento non corrispondono, dunque, a un'esigenza immediata, ma alla necessità fortemente sentita a Vienna di non trovarsi impreparati, qualora anche qui dovessero ripetersi situazioni drammatiche come quelle dello scorso autunno al valico di Spielfeld, al confine con la Slovenia. A Tarvisio non si attendono flussi di queste dimensioni, ma al massimo di 500 - 700 persone al giorno. Oltre ai normali controlli di confine, che ormai sono stati quasi completamente ripristinati in deroga a Schengen, la struttura è stata progetta per poter funzionare proprio come un qualunque hotspot, con tende e contaneir per la permanenza (breve) dei migranti, la loro identificazione e le eventuali prestazioni sanitarie.
Come era prevedibile dopo il voto del mese scorso in cui l'estrema destra ha sfiorato la vittoria nelle presidenziali, il governo di Vienna ha alzato i toni sulla questione migranti. L'annuncio dell'avvio dei lavori per la realizzazione dell'hotspot segue le dichiarazioni choc del ministro degli esteri Sebastian Kurz del partito popolare Övp, che nei giorni scorsi ha proposto che i migranti in viaggio verso l'Europa vengano bloccati e portati su delle isole. "Non è un caso - dice Kurz in un'intervista al quotidiano Die Presse - che gli Stati Uniti abbiano portato i migranti a Ellis Island, un'isola, prima di decidere chi poteva raggiungere la terraferma". Secondo Kurz, "chi arriva illegalmente in Europa dovrebbe perdere il diritto di chiedere asilo. Essere salvati in mare non deve essere un biglietto per l'Europa centrale".