Transumanza, le immagini di una pratica antica

16/06/2016 di Redazione
Transumanza, le immagini di una pratica antica

La transumanza è la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che si spostano da pascoli situati in zone collinari o montane verso quelli delle pianure e viceversa, percorrendo le vie naturali degli antichi sentieri, i tratturi.
La parola transumanza deriva dal verbo transumare, ossia: attraversare, transitare sul suolo. Il verbo è costituito con l'accostamento del prefisso latino trans che vuol dire: al di là, attraverso e della parola latina humus, che vuol dire suolo, terreno.
La fase iniziale della transumanza si compie in primavera ed inizio estate, quando avviene il trasferimento di greggi, mandrie e dei pastori dalle zone di pianura ai pascoli collinari e di alta quota ed ha inizio l'alpeggio (monticazione, parola che deriva dal verbo monticare).
Si tratta di una pratica ancora diffusa in diversi territori rurali italiani come il Cilento (provincia di Salerno) e a Vicovaro in prov di Roma. Questo sabato, 18 giugno, all'alba, due giovani allevatori, Francesco "Ndillo" Maio di Cannalonga e sua moglie Maria Rosaria Laurito, con l'aiuto del loro figlio (6 anni), di parenti ed amici raccoglieranno la loro mandria di vacche podoliche per transumare dai pascoli di Ascea Marina, a due passi dalle rovine dell'antica colonia greco-romana di Elea Velia, a quelli in montagna nel comune di Cannalonga. Una giornata di cammino sui sentieri antichi e le strade che si concluderà alla sera con una grande festa all'arrivo, con il rito del sacrificio di una capra che verrà poi cotta alla brace per sfamare tutti coloro che avranno dato una mano nel trasferimento della mandria.

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Il Cilento ha i prodotti, che sono quelli che definiscono la dieta mediterranea (dall'ulivo alle alici, e poi ceci, fagioli, grani antichi) grazie ad una ricca agrobiodiversità autoctona, risultato di centinaia di anni di selezione di piante e specie animali fatta dai cilentani a partire dai Lucani, Greci, Romani e monaci basiliani. Tra le specie animali ci sono le vacche podoliche e le capre cilentane (Francesco e sua moglie ne hanno un centinaio). La vacca podolica in Italia è prevalentemente allevata nelle aree interne meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia). Francesco e Maria Rosaria mungono a mano le loro vacche podoliche e lavorano il latte immediatamente sul posto, utilizzando del caglio ricavato dagli intestini del capretto. Le sapienti mani di Maria Rosaria lavorano la pasta calda di formaggio facendole assumere la tradizionale forma del caciocavallo.

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