Via Cupa, nuovo sgombero e nuove identificazioni. Emergenza risolta?

09/06/2016 di Redazione
Via Cupa, nuovo sgombero e nuove identificazioni. Emergenza risolta?

E' tornato l'incubo delle identificazioni e dei ricollocamenti per i transitanti a Roma. Dopo un tentativo di accoglienza nelle tendopoli da parte dei volontari che già dallo scorso anno a Via Cupa hanno dato vita ad una delle realtà più concrete in ambito di accoglienza e servizi alla persona nel panorama romano, la mattinata del 7 giugno, al posto della consueta distribuzione delle colazioni, è stato avviato un blitz delle forze dell'ordine. Dopo un primo momento di tensione, è stato reso noto agli attivisti presenti l'intenzione dell'operazione:  bonifica dell'area a seguito dell'emergenza igenico-sanitaria.  Gli ospiti sono stati caricati sulle camionette e portati  nell'uffici immigrazione della Questura per le procedure di identificazione.  Secondo quanto riferito dagli attivisti ed i volontari accorsi sul posto  la situazione è apparsa subito come un tentativo, seppur velato, di sgombero.  

"Non c'è nessun grave allarme sanitario che giustifica uno sgombero immediato - dice Barbieri, coordinatore generale di Medici per i diritti umani - la nostra clinica mobile ieri sera ha consentito di visitare tutti i migranti che avevano bisogno di cure e l'Ama, nel pomeriggio, aveva già provveduto alla sanificazione dell'area. Anzi" ha concluso il medico, "sgomberando e facendo sì che i migranti si sparpaglino per la città, dormendo in strada, si aggraverà ogni eventuale problema sanitario". Circa  70 cittadini provenienti da Egitto, Etiopia, Eritrea, Somalia e altri paesi del Nord Africa hanno aderito alle procedure di foto-segnalamento.
 A via Cupa la situazione è rimasta confusa riguardo il futuro delle donne, uomini e i numerosi minori per l'intera giornata scandita dall'intervento dell'Ama per l'igienizzazione dell'area sotto il controllo costante da parte delle forze dell'ordine. La scena si è poi replicata nella giornata successiva, l'8 giugno.  Un ingente schieramento di forze dell'ordine si è presentato a via Cupa, questa volta l'intento dichiarato era quello di sgomberare la strada dalle tende. L'intervento di Sinistra Italiana, la disponibilità da parte della Regione e la presenza massiccia degli attivisti e dei volontari ha permesso, nello svolgersi della giornata, l'apertura di un tavolo di trattativa allo scopo di trovare una soluzione non emergenziale per i migranti transitanti. Che  lo sgombero non potesse rappresentare una soluzione era purtroppo chiaro già dopo l'azione di chiusura del Centro d'accoglienza occupato ed autogestito  Baobab avvenuto nel Dicembre 2015.  Sulla vicenda è intervenuto anche Fassina, esponente di Sinistra Italiana: " Il Baobab, per tanti migranti transitanti che arrivano a Roma per ripartire, è stata l'unica risposta della città. Tante volontarie e tanti volontari hanno dato assistenza, solidarietà, affetto a queste persone per colmare l'assenza e le inadeguatezze delle istituzioni. Oggi le stesse istituzioni non sanno fare di meglio che procedere allo sgombero delle tende a via Cupa, soluzione emergenziale data l'incapacità dell'amministrazione di trovare un immobile adeguato, nonostante le promesse. Al primo consiglio utile presenterò una mozione per dare vita a un sistema di accoglienza degno di una capitale europea". Al momento in cui scriviamo, è stato annunciato un tavolo tecnico  che si terrà a Palazzo Valentini  con la prefettura per discutere dello sblocco dell'assegnazione  dell'ex Istituto Ittiogenico di via Tiburtina, nei giorni scorsi occupato dai volontari Baobab e sgomberato dalle forze dell'ordine.