Attentato di Dacca, rientrano le salme delle vittime dell’attacco all’Holey Artisan Bakery

07/07/2016 di Redazione
Attentato di Dacca, rientrano le salme delle vittime dell’attacco all’Holey Artisan Bakery

Sono arrivate all'aeroporto di Ciampino le salme dei nove italiani rimasti uccisi durante l'attentato terroristico di venerdì  rivendicato da Daesh all'L'Holey Artisan Bakery, il bar frequentato da internazionali vicino al consolato italiano di Dacca. Nell'attentato altre undici persone hanno perso la vita: 7 giapponesi 3 americani ed 1 originaria del Bangladesh.  Ad omaggiare le vittime italiane nel tardo pomeriggio del 5 luglio erano presenti il Capo dello Stato Sergio Matterella insieme al Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni che hanno salutato i feretri tra la commozione di amici e parenti.
Occidentali presi come target di una strategia terroristica che mira ad espandere il bacino di utenza ed allargare il fronte di attacco sfruttando le tensioni sociali e religiose del territorio. Il Bangladesh infatti non è nuovo a minacce terroristiche da parte del Califfato: già nel 2014 e nel 2015 lo Stato Islamico aveva presentato la sua intenzione di "conquistare" il paese: «I soldati del Califfato continueranno ad avanzare ed espandersi nel Bengala. E le loro azioni aumenteranno», minacciavano in un video.
Secondo l'analisi pubblicata da Foreign Policy, il Califfato mira a colpire l'economia dei Paesi "infedeli". E se anche la conoscenza di alcuni versi del Corano sia valsa la salvezza a diversi ostaggi in più occasioni, la fedeltà in questione è l'adesione all'ideologia dello Stato Islamico. Solo due giorni prima di Dacca, un altro attentato rivendicato ISIS aveva sconvolto l'aeroporto internazionale di Istanbul. Questa volta la situazione è più controversa: nel mirino una certa componente occidentale che in Bangladesh ha esportato produzione di vestiti per un giro d'affari da capogiro: solo gli investitori italiani farebbero profitti per 300 milioni di euro annui. Profitti a scapito di un divario sempre crescente nella popolazione, con uno sfruttamento selvaggio della manodopera. Molto spesso le grandi  aziende di abiti a buon mercato che fanno a fari nel paese sono state criticate per lo sfruttamento della manodopera, soprattutto minorile e per le condizioni di lavoro a intenso sfruttamento. Circa un anno fa, 1.129 operai erano morti nel crollo di una palazzina che ospitava laboratori di sartoria industriale, perché i manager avevano dato ordine di continuare a lavorare nonostante le crepe evidenti nell'edificio e lo sgombero di centinaia di altre persone che avrebbero dovuto svolgere nello stabile altre attività.
Ogni tentativo di lettura rischia di essere azzardato e approssimativo e proporre una relazione lineare fra gli eventi è superficiale. Tali elementi rendono però l'idea di un paese attraversato da profonde fratture, che non aiutano il formarsi di un clima di pace, integrazione e convivenza civile.
I corpi straziati dei cittadini italiani morti sono stati riportati in patria. Le salme sono state portate all'Istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli dove, dopo il riconoscimento ufficiale da parte dei parenti, sono state sottoposte ad accertamenti da parte di una équipe di medici legali.