Egitto: centinaia le persone scomparse e torturate nell’ondata di repressione brutale

14/07/2016 di Redazione
Egitto: centinaia le persone scomparse e torturate nell’ondata di repressione brutale

Centinai i dissidenti politici scomparsi e torturati in Egitto nello scorso anno. I responsabili sarebbero, secondo quanto denunciato dai gruppi per i diritti umani,  i servizi di sicurezza del Paese. Studenti, attivisti politici e contestatori - tra cui molti giovani tra i 14 e i 18 anni-  sono scomparsi senza lasciare traccia. Amnesty International  nel nuovo  Rapporto   "Egypt: 'Officially, you do not exist': Disappeared and tortured in the name of counter-terrorism" rivela il trend secondo cui in media
tre o quattro persone al giorno vengono sequestrati a seguito dell'irruzione delle forze di sicurezza guidati dagli agenti della NSA. Molti sono detenuti per mesi e spesso, dichiarano le ONG locali, in condizioni disumane: bendati ed ammanettati per tutto il periodo di detenzione forzata.  "Questo rapporto rivela le tattiche scioccanti e spietate che le autorità egiziane sono disposte a impiegare per terrorizzare i manifestanti e dissidenti nel silenzio dei media mondiali", ha dichiarato Philip Luther , direttore del Medio Oriente e del Nord Programma Africa di Amnesty International.
Le autorità egiziane hanno ripetutamente negato queste pratiche ma i 17 casi presentati nel Rapporto forniscono una forte evidenza del contrario denunciando non solo le brutalità delle sparizioni ma anche il rapporto di collusione tra le forze di sicurezza nazionale e le autorità giudiziarie, preparate a mentire per coprire le tracce delle vittime e deviare le indagini sulle accuse di tortura: persone tenute in isolamento per periodi che vanno dai diversi giorni a sette mesi, tagliati fuori dal mondo a cui è negato il contatto con avvocati, famiglie o qualsivoglia supervisione giudiziaria indipedente; torture perpetrate durante  le sessioni di interrogatorio, della durata massima di 7 ore, finalizzate a strappare confessioni talvolta usate come prova  per ottenere condanne nei processi. Uno dei casi documentati è quello di Mazen Mohamed Abdallah, sottoposto a sparizione forzata per 34 giorni all'età di 14 anni nel mese di settembre 2015 e ad abusi sessuali al fine di estorcere una "confessione" falsa.  Fatti che riportano alla mente una ferita ancora non sanata, la scomparsa dello studente italiano Giulio Regeni trovato torturato ed ucciso al Cairo nel febbraio 2016. Amenesty International ha rilevato che le somiglianze tra le sue ferite e quelle degli egiziani rimasti vittime durante il periodo di custodia. Le autorità egiziane continuano a negare il loro coinvolgimento nella vicenda eppure il Rapporto dimostra che il dramma della famiglia Regeni è solo la punta di un iceberg parte di una più ampio modello di sparizioni forzate di NSA e delle altre agenzie di intelligence in tutto l'Egitto.