Expo, l'ombra della Mafia sull'evento milanese

07/07/2016 di Redazione
Expo, l'ombra della Mafia sull'evento milanese

La mafia aveva messo le mani su Expo. L'interesse dell'organizzazione mafiosa sulla fiera milanese che si è aperta il 1 maggio 2015 era un pericolo paventato da molti esponenti politici, intellettuali e giornalisti del Paese. Il timore è stato confermato mercoledì 6 luglio, quando la Guardia di Finanza ha iniziato a eseguire 11 arresti di cui 4 ai domiciliari, su richiesta dei magistrati milanesi antimafia Sara Ombra e Paolo Storari, coordinati dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Le accuse vanno dall'associazione a delinquere finalizzata a favorire gli interessi di Cosa Nostra, in particolare la famiglia Pietrapersa di Enna, a riciclaggio e frode fiscale.
Gli agenti della Finanza hanno sequestrato anche alcuni milioni di euro, che sarebbero parte dei 20 milioni elargiti in tre anni dall'Ente Fiera al consorzio Dominus controllato dalla società Nolostand. In manette è finito pure l'avvocato Danilo Tipo di Caltanissetta, fino a pochi mesi fa presidente della Camera Penale nissena.
Importanti i lavori sul Decumano di Expo finti nel mirino degli investigatori. Dalla costruzione dei padiglioni di Francia e Kuwait a quelli di Guinea, dello sponsor Birra Poretti, del Palazzo Congressi e dell'Auditorium. Non risultano indagati né responsabilità penali all'Ente Fiera né alla società di gestione Expo 2015. Secondo il parere dei magistrati, ci sarebbe stata una sottovalutazione nella gestione degli appalti da parte degli enti pubblici.
Più volte in Lombardia era stata denunciata l'infiltrazione della Ndrangheta nelle opere pubbliche. Secondo quest'ultima indagine sarebbe emerso invece il coinvolgimento della siciliana Cosa Nostra.