Francia, Valls scavalca il Parlamento per approvare la Loi Travail: numerose le proteste, parlamentari lasciano l'aula

07/07/2016 di Redazione
Francia, Valls scavalca il Parlamento per approvare la Loi Travail: numerose le proteste, parlamentari lasciano l'aula

Dopo mesi di movimento contro la riforma del lavoro che porta la firma della ministra El Khomri, il governo Valls continua a mostrare la propria determinazione nel portare a casa il risultato. Nonostante la ferma opposizione di tutte le categorie di lavoratori dipendenti, da mesi affiancati da precari, disoccupati, intermittenti dello spettacolo e studenti nei più di dieci scioperi generali che hanno bloccato il Paese, la riforma diventa legge. Definita anche come il Jobs Act d'Oltralpe, le conseguenze di questa riforma si faranno sentire sul mercato del lavoro francese: con la promessa di aumentare l'occupazione, di fatto rende più precaria e ricattabile la condizione dei lavoratori.
Dopo quattro mesi di mobilitazione e nonostante l'opposizione della maggioranza della popolazione - i sondaggi davano intorno al 70% lo scontento di fronte alla proposta di riforma -, il governo guidato da Valls sta approvando una legge che distruggerà il codice del lavoro, instaurando un dumping sociale, con il beneplacito della Confindustria francese. Il premier francese ha confermato di ricorrere per una seconda volta alla procedura costituzionale "49.3" per far passare la legge all'Assemblea Nazionale. L' articolo in questione permette al governo di adottare una legge senza passare per il voto del Parlamento. L'unico modo per fermare il meccanismo avviato dall'articolo 49.3, è la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del governo entro 24 ore. Ma l'opposizione dei Republicains, ha già escluso l'ipotesi anche se la destra ha abbandonato l'aula in segno di protesta. Nelle opposizioni di sinistra mancano i numeri per ostacolare efficacemente la manovra dei socialdemocratici al governo. Inoltre, alcuni partiti sono divisi fra la necessità di opporsi alla legge e la tradizione che li vede in appoggio della sinistra centrista.