Il centro Baobab a Roma è un antidoto contro il razzismo

28/07/2016 di Redazione
Il centro Baobab a Roma è un antidoto contro il razzismo

Un articolo dello scrittore Nicola Lagoia pubblicato su Internazionale.it il 27 luglio 2016, parla del Babobab e della necessità di costruire un nuovo modo di pensare le migrazioni a partire da esperienze esemplari come questa.

A Roma, in via Cupa, tra la stazione Termini e la stazione Tiburtina, c'è Baobab experience. Darne una definizione ufficiale sarebbe fuorviante: non è semplicemente un centro di accoglienza per migranti, non è un centro sociale, non è (perlomeno non ancora) un progetto in cui la cittadinanza attiva incontra le istituzioni per offrire una soluzione anche parziale a un'emergenza drammatica. Il Baobab è piuttosto un corridoio umanitario per migranti in transito, che una rete di privati cittadini ha prima messo a punto e subito dopo si è caricato sulle spalle. Se l'Europa in crisi di identità non riesce a concepire una legislazione che schiodi in via definitiva il regolamento di Dublino dai suoi problemi storici, se la narrazione delle destre xenofobe soffia sulle paure dei più fragili agitando al tempo stesso il piattino per l'incasso elettorale, il mondo fuori dagli schermi dei computer (e dalle pagine dei giornali) si dimostra ancora una volta assai più degno, solidale, consapevole e soprattutto pratico rispetto alla rappresentazione che ne danno certe volte media e politici.
(…)
Quando cercavo di raccontare a molti conoscenti cos'è il Baobab, non riuscivo a rendere l'idea finché non li ho portati in via Cupa. Cedendo alla più che umana tentazione di sottovalutarsi, si è portati a immaginare che un centro di primo soccorso per migranti sia qualcosa di molto complicato. Invece - con un semplicità disarmante che da una parte dimostra di cosa può essere capace una piccola comunità armata di coraggio e buona disposizione d'animo ma dall'altra reclama l'attenzione delle istituzioni - il Baobab è una strada. Proprio così. Una semplice viuzza seminascosta tra il Verano e piazzale delle Province, circondata da autofficine, rivenditori di auto usate, piccole botteghe e qualche abitazione.

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