In Italia convivono 198 nazionalità. Il rapporto di Caritas- Migrantes

07/07/2016 di Redazione
In Italia convivono 198 nazionalità. Il rapporto di Caritas- Migrantes

Uno dei fenomeni più frequenti al mondo è che le persona vivano in un paese diverso da quello d'orgine: sarebbero oltre 243 milioni, di cui il 31,2% vive in Europa. Secondo l'ultimo Rapporto Immigrazione di Caritas e Migrantes che raccoglie i dati del 2015, presentato oggi a Roma, i migranti internazionali sono in costante crescita negli ultimi quindici anni, fino a rappresentare nell'anno preso in considerazione il 3,3% dell'intera popolazione mondiale. Tra Europa, Asia e Nord America vive l'84,4% del totale mondiale dei migranti e sono 11 i paesi nel mondo con la più alta presenza, tra questi Germania, Regno Unito e Francia e, agli ultimi due posti, Spagna e Italia.
In Italia convivono ben 198 nazionalità: oltre 5 milioni di persone di cittadinanza non italiana vivono strutturalmente in Italia. Sono donne poco più della metà, con circa 2,6 milioni di presenze.  Romania, Albania e Marocco le nazionalità più rappresentate che insieme costituiscono il 41% del migranti in Italia. Il 60% degli immigrati vive nel Nord, mentre questa percentuale scende al 25,4% nel Centro, con un ulteriore calo al Sud, dove la percentuale è del 15,2%.
In tre regioni del Nord ed una del Centro è concentrato il 56,6% intera popolazione straniera presente in Italia: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto.
Al Sud è la Campania ad ospitare la quota più alta di migranti del Sud con il 28,6% delle presenze. Non c'è stato l'incremento di presenze di cittadini stranieri a fronte delle nuove ondate migratorie, come si paventava da più parti. Molti di coloro che sono giunti via mare hanno lasciato il nostro paese mentre una parte residuale ha chiesto l'asilo. Sono altri i paesi in Europa che nel corso del 2015 hanno visto crescere sensibilmente la popolazione straniera tra cui Germania e Gran Bretagna.
I "nuovi" italiani nel 2014 sono stati oltre 129 mila, un valore in forte crescita rispetto all'anno precedente, con un incremento del 29%. Più numerosi gli uomini (50,9%) e tra le nazionalità di origine, prevalgono la marocchina e l'albanese.
La maggior parte delle acquisizioni di cittadinanza riguarda minorenni: quasi il 40% di quelli che sono diventati cittadini italiani nel 2014 ha meno di 18 anni (39,4%). Inoltre il rapporto registra un picco di acquisizioni all'età di 18 anni, che in gran parte (oltre il 75%) riguarda stranieri nati in Italia, i quali possono chiedere di diventare italiani sulla base della vigente normativa, prima del compimento del successivo anno di età. Lombardia, Veneto e Emilia Romagna le regioni che hanno acquisito più "nuovi" italiani. Ora la maggior parte delle acquisizioni avvengono per residenza (46%), mentre fino al 2008 risultavano maggiori le acquisizioni per matrimonio.