La Francia dice addio al TTIP, tempi troppo lunghi per negoziare con USA

07/07/2016 di Redazione
La Francia dice addio al TTIP, tempi troppo lunghi per negoziare con USA

La Francia ha messo la parola fine all'accordo transatlantico di libero scambio tra Stati Uniti ed Unione Europea (TTIP). Il Trattato,  visionabile da parlamentari e funzionari nel mese di maggio di quest'anno, ha da subito scosso gli umori mondiali. Nei primi giorni di Luglio è stata annunciata la ritirata da parte della Francia: "Non esiste assolutamente alcuna possibilità che si arrivi a un accordo entro la fine dell'amministrazione Obama. Penso che ormai lo sappiano tutti, anche quelli che sostengono il contrario" ha detto il vice ministro francese per il Commercio estero, Matthias Fekl ""Noi attendiamo proposte credibili da parte degli Stati Uniti, percio' non c'e' nessuna possibilita' che arrivino prima della fine dell'Amministrazione Obama".  Doveva trattarsi del più grande trattato per unire le due sponde dell'Atlantico ma, ad oggi con l'uscita della Gran Bretagna dall'UE, sembra risolversi in un nulla di fatto. A lungo il TTIP è stato accompagnato da polemiche da parte dell'opinione pubblica e le associazioni che si occupano della salute e dell'ambiente:  la preoccupazione maggiore sembra esser legata alla rinuncia, da parte di alcuni paesi come l'Italia, agli standard di sicurezza sanitaria e legale assicurati in Europa rispetto a quelli statunitensi.
Anche l'accordo di libero scambio tra UE e Canada (CETA) rischia di vivere una situazione di stallo. Secondo Il ministro dello Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda, "dal punto di vista tecnico c'è una differenza sostanziale tra Ceta e Ttip in termini di ampiezza del negoziato, in particolare per ciò che concerne i capitoli cooperazione regolamentare e regole" e che "dal punto di vista politico, il Ceta dà accesso agli appalti pubblici e riconosce, se pure in modo non completo, le indicazioni geografiche, per la prima volta in un paese anglosassone extra Ue."
Eppure dovrà passare al vaglio di ogni parlamento nazionale, come volevano Germania e Francia, aumentando la possibilità che non entri in vigore mai.