Morire di razzismo: la triste sorte di Emmanuel, ucciso a calci e pugni

07/07/2016 di Redazione
Morire di razzismo: la triste sorte di Emmanuel, ucciso a calci e pugni

A Fermo, nelle Marche si muore e si uccide per razzismo. Aveva 36 anni Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano di 36 anni morto ieri dopo una giornata di coma irreversibile. Emmanuel era fuggito da Boko Haram con la sua compagna, Chimiary. Avevano perso i genitori a seguito agli attentati del gruppo terrorista, e il figlio che Chimiary portava in grembo quando sono scappati attraverso l'Africa in cerca di una nuova vita.
In Italia erano approdati a Fermo, ospiti di don Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco. I due si erano sposati con rito religioso senza valore civile, perché entrambi privi di documenti. Emmanuel è stato aggredito mentre passeggiava con la sua compagna per la cittadina marchigiana. Un uomo ha iniziato a inveire contro la ragazza definendola una scimmia, e alla reazione di Emmanuel si è scatenata una colluttazione. Il ragazzo è finito in coma dopo essere stato brutalmente picchiato con calci e pugni.
Don Vinicio, ascoltato dagli inquirenti, ha tenuto a chiarire che questo non è un episodio isolato: nella zona esiste forse, un gruppo organizzato e numerosi sono stati i precedenti che hanno messo in allarme il sacerdote. Fra questi, anche delle bombe davanti alla chiesa.