Nasce a Roma la prima casa rifugio per Lbgt

14/07/2016 di Redazione
Nasce a Roma la prima casa rifugio per Lbgt

Aprirà a Roma un centro di accoglienza e sostegno alle vittime di discriminazioni di genere, in particolare per giovani lesbiche, gay, bisessuali e transessuali costretti a lasciare le proprie case o a fuggire da violenze. L'idea arriva dall'esperienza dei Refuge francesi, già attivi da diversi anni in molte zone della Francia. Il centro si rivolgerà principalmente a quei giovani che subiscono violenze o che sono costretti ad andare via da casa e cercano di ricostruire una normale vita famigliare. Un punto dove avere supporto psicologico e poter riprendere in mano la propria vita: continuare gli studi, trovare un lavoro e essere autonomi nel realizzare la propria vita e la propria felicità.
Sarà la prima volta in Italia, che al contrario della Francia è molto indietro nell'assistenza e nel supporto delle persone vittime di violenza in virtù del proprio orientamento sessuale. Centri come questi sono sparsi su tutto il territorio francese e sono circa un centinaio.
Lo spazio nasce per rispondere alle richieste di persone che si rivolgevano alla Croce Rossa, anche grazie alla forte esperienza dei collaboratori di Gay Help Line, che sono spesso il punto di arrivo delle richieste di aiuto. Oltre al rifiugio come luogo fisico, il centro offrirà servizi come il supporto legale, psicologico, ma anche degli accordi con delle aziende per poter proporre il reinserimento lavorativo di questi giovani.
L'apertura dovrebbe avvenire nell'autunno prossimo, grazie al sostegno finanziario dei donatori della Croce Rossa e dai fondi proveniente dall'Otto per Mille destinato alla Chiesa Valdese per il Gay Center. Il rifugio sarà basato sull'attività volontaristica della Croce Rossa e del Gay Center, ma si avvarrà di altri professionisti e di un coordinatore che 24 ore su 24 seguirà l'attività. Avrà un carattere di assistenza temponea, con l'obiettivo di fornire la necessaria autonomia a chi vi si rivolgerà in un periodo che va dai sei mesi all'anno.
Al momento in Italia c'è un vuoto di assistenza e normativo. Fino a 18 anni ci sono dei percorsi per l'assistenza ai minori, anche se non specifici su aspetti Lgbt, ma sono comunque delle forme di protezione. Dopo i 18 anni ci sono percorsi per la violenza di genere per le donne, ma c'è un buco per i ragazzi maggiorenni che subiscono violenza in casa. C'è un assenza anche perché non c'è legislazione dedicata. A questo si aggiunge un altro fenomeno importante: ci sono migrazioni dovute a discriminazioni di genere e violenze nel paese d'origine, dove le persone verrebbero addirittura uccise. Possono arrivare in un centro di accoglienza dove possono trovare connazionali con il rischio che la discriminazione continui.